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Situata nel corridoio naturale tra il Rif e il Medio Atlante, Taza è una città storica del Marocco nord-orientale. Nota per la...

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Notizia 19 Oct 2026 6 min di lettura

Taza 2030: Verso un Marocco turistico che integra tutti i territori

Taza 2030: Verso un Marocco turistico che integra tutti i territori
Taza non deve essere considerata una destinazione periferica rispetto ai grandi poli turistici del Regno. Investimento: Valorizzare il patrimonio locale e promuovere una dinamica di sviluppo fondata sulla cultura, le arti e l’innovazione. È questa l’ambizione della seconda edizione del Festival «Memoria e arti viventi» che si è aperto, venerdì, sotto il tema «Taza 2030: Taza si reinventa». Il Marocco continua a rafforzare il suo potenziale turistico. Nel momento in cui il Paese prepara la scadenza del 2030 e ambisce a consolidare il suo posizionamento tra le grandi destinazioni turistiche internazionali, si impone una questione strategica: come fare in modo che questa dinamica benefici all’intero Regno, compresi i territori il cui potenziale turistico rimane ancora insufficientemente valorizzato? A Taza, questa questione assume una dimensione particolare. Patrimonio naturale, paesaggi di montagna, foreste, grotte, tradizioni locali e ricchezza dei territori… questo territorio riunisce gli ingredienti di una destinazione singolare. Tuttavia, come molti territori emergenti, la sua sfida non risiede unicamente nell’esistenza di risorse straordinarie. Consiste nel trasformare queste risorse in progetti economici, in investimenti produttivi e in posti di lavoro sostenibili. È in questo senso che si è concentrato l’intervento della Società marocchina di ingegneria turistica (SMIT) durante il festival dedicato alla memoria e all’arte vivente, per una rinascita culturale sabato 17 ottobre 2026. La SMIT ha spiegato che lo sviluppo turistico del Regno non può essere misurato unicamente dalla performance delle sue destinazioni più consolidate. Il suo successo deve essere valutato anche dalla sua capacità di rivelare nuovi territori, di diversificare l’offerta nazionale e di ampliare la geografia degli investimenti. L’ambizione è costruire un Marocco turistico a più destinazioni, ma mai un Marocco a due velocità. Come spiega la SMIT, Taza non deve essere considerata una destinazione periferica rispetto ai grandi poli turistici del Regno. Deve essere intesa come un territorio che dispone dei propri vantaggi competitivi, dei propri mercati potenziali e della propria traiettoria di sviluppo. Pertanto, la sfida non è riprodurre a Taza i modelli di Marrakech, Agadir o Tangeri. È costruire una proposta turistica coerente con l’identità del territorio, la sua capacità di accoglienza, le sue risorse naturali e le aspirazioni della sua popolazione. Taza, una destinazione da scoprire. Taza è ricca di un patrimonio inedito. La grotta di Friouato, i paesaggi forestali e montuosi così come le risorse culturali e gastronomiche costituiscono altrettanti punti di appoggio per immaginare un’offerta turistica differenziante. Ecoturismo, escursionismo, turismo di scoperta, alloggi nella natura, esperienze rurali, artigianato e valorizzazione dei prodotti locali: queste attività possono contribuire ad arricchire l’offerta nazionale aprendo al contempo nuove prospettive economiche alle comunità locali. Ma il passaggio dal potenziale alla destinazione richiede una vera ingegneria turistica. Per la SMIT, un sito naturale non diventa automaticamente un prodotto turistico. Bisogna organizzare gli accessi, strutturare i servizi, creare possibilità di alloggio e concepire esperienze capaci di trattenere i visitatori. Bisogna anche collegare i siti tra loro, costruire circuiti coerenti e inserire Taza nei flussi turistici regionali e nazionali. Trasformare il potenziale in investimento. Lo sviluppo turistico deve basarsi su una capacità concreta di far emergere progetti, di migliorarne la maturità e di creare le condizioni per la loro realizzazione. A Taza, questo approccio implica lavorare alla costituzione di un portafoglio di opportunità adatte al territorio, dai progetti di alloggio a misura d’uomo alle attività di svago, alle esperienze nella natura e alle iniziative di valorizzazione del patrimonio. Secondo la SMIT, la digitalizzazione dell’investimento costituisce anche una leva importante. Grazie ai suoi strumenti digitali, in particolare la sua piattaforma di investimento turistico, la SMIT ha reso le opportunità, a livello dei territori, più visibili, il che permette di facilitare la loro geolocalizzazione e di migliorare la messa in relazione tra i promotori di progetti e gli investitori. L’obiettivo è ridurre il divario tra un territorio che possiede risorse e un territorio capace di presentare al mercato opportunità leggibili, strutturate e attraenti. L’equità territoriale inizia con l’accesso all’investimento. La questione dello sviluppo sostenibile non si limita alla preservazione dell’ambiente. Riguarda anche la capacità dei territori di accedere ai finanziamenti, alle competenze, alle reti economiche e alle opportunità imprenditoriali. Per Taza, ciò presuppone di favorire l’emergere di piccole e medie imprese turistiche, di accompagnare i giovani promotori di progetti, di sostenere l’imprenditoria femminile e di facilitare l’integrazione delle cooperative e dei produttori locali nella catena del valore turistico. Le ricadute devono superare i soli stabilimenti di alloggio. Devono beneficiare alle guide, ai ristoratori, agli artigiani, ai trasportatori, agli agricoltori e all’insieme dei servizi che contribuiscono all’esperienza del visitatore. La SMIT ha spiegato che in questa prospettiva sono stati messi in atto diversi dispositivi di accompagnamento dell’imprenditoria turistica, tra cui Moukawala Siyahia, come leva per facilitare la maturazione dei progetti e incoraggiare la creazione di attività. La vera sfida consiste nel far emergere un ecosistema in cui l’investimento turistico generi redditi locali, posti di lavoro duraturi e nuove prospettive per le popolazioni. Investire a Taza significa investire in un Marocco più equilibrato. Modello: Il caso di Taza rimanda infine a una questione che supera i confini della provincia: quella del modello di sviluppo turistico che il Marocco desidera consolidare per i prossimi decenni. Un modello in cui la competitività internazionale non si oppone alla coesione territoriale. Un modello in cui la protezione del patrimonio naturale costituisce un vantaggio economico. Un modello in cui l’investimento contribuisce ad ampliare le prospettive delle popolazioni piuttosto che a concentrare le opportunità nei soli poli già attraenti. È in questa articolazione tra attrattività, investimento e inclusione che la SMIT intende iscrivere la sua azione. Il successo di Taza 2030 non si misurerà quindi solo dal numero di visitatori accolti o dalle capacità di alloggio create. Si misurerà, secondo la SMIT, dalla capacità del territorio di trasformare durevolmente le sue risorse in ricchezza, i suoi progetti in imprese e le sue ambizioni in posti di lavoro. 2030: una scadenza, ma soprattutto un metodo. Opportunità: La prospettiva del 2030 offre al Marocco un’occasione importante per accelerare la modernizzazione della sua offerta turistica, rafforzare la sua competitività e ampliare le opportunità di investimento. Per Taza, la sfida è cogliere questa dinamica senza fare dell’evento la finalità dello sviluppo. La destinazione deve poter attirare visitatori prima, durante e dopo il 2030, grazie a un’offerta duratura, alla qualità dei suoi servizi e alla singolarità delle sue esperienze. Ciò presuppone un approccio integrato che associ le autorità territoriali, gli enti locali, gli attori economici, gli investitori e le istituzioni nazionali. La SMIT può contribuire a questa dinamica mobilitando la sua esperienza per identificare i progetti prioritari, strutturare le opportunità e avvicinare i promotori di progetti ai partner finanziari e tecnici. Ricevi le ultime notizie di Aujourd’hui Le Maroc direttamente su WhatsApp

Questo articolo è riportato come estratto. La versione integrale è pubblicata dalla testata di origine.

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