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18 Oct 2026
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Taza 2030: La scommessa di un Marocco turistico senza territori dimenticati
Durante la seconda edizione del Festival «Memoria e arti viventi», tenutosi sotto il tema «Taza 2030: Taza si reinventa», la SMIT ha svelato le sue ambizioni per la valorizzazione del patrimonio locale, mettendo in risalto il crescente potenziale dei territori. La seconda edizione del Festival «Memoria e arti viventi» è stata inaugurata venerdì, sotto il tema «Taza 2030: Taza si reinventa», con l'ambizione di valorizzare il patrimonio locale e promuovere una dinamica di sviluppo basata sulla cultura, le arti e l'innovazione. Nel momento in cui il Marocco si prepara alla scadenza del 2030 e punta a consolidare il suo posizionamento tra le grandi destinazioni turistiche internazionali, si pone una questione strategica: come fare in modo che questa dinamica vada a beneficio dell'intero Regno, inclusi i territori il cui potenziale turistico rimane ancora insufficientemente valorizzato? A Taza, questa domanda assume una dimensione particolare. Tra patrimonio naturale, paesaggi montani, foreste, grotte, tradizioni locali e ricchezza dei territori, la zona riunisce gli ingredienti di una destinazione singolare. Tuttavia, come molti territori emergenti, la sua sfida non risiede solo nell'esistenza di risorse straordinarie. Consiste nel trasformare queste risorse in progetti economici, investimenti produttivi e posti di lavoro sostenibili. È precisamente su questa articolazione tra potenziale territoriale e creazione di valore che si è focalizzato l'intervento della Société Marocaine d’Ingénierie Touristique (SMIT) durante il festival dedicato alla memoria e all'arte vivente, per una rinascita culturale questo sabato 17 ottobre 2026. Un Marocco turistico che non lascia indietro nessun territorio. La SMIT ha spiegato che lo sviluppo turistico del Regno non può essere misurato solo dalle performance delle sue destinazioni più consolidate. Il suo successo deve essere valutato anche dalla capacità di rivelare nuovi territori, diversificare l'offerta nazionale e ampliare la geografia degli investimenti. L'ambizione è costruire un Marocco turistico a più destinazioni, ma mai un Marocco a due velocità. Per la SMIT, Taza non deve essere considerata una destinazione periferica rispetto ai grandi poli turistici del Regno. Deve essere intesa come un territorio che dispone dei propri vantaggi competitivi, dei propri mercati potenziali e della propria traiettoria di sviluppo. La sfida non è riprodurre a Taza i modelli di Marrakech, Agadir o Tangeri. È costruire una proposta turistica coerente con l'identità del territorio, la sua capacità di accoglienza, le sue risorse naturali e le aspirazioni della sua popolazione. Questo orientamento si inserisce in una visione dello sviluppo basata sulla riduzione delle disparità territoriali, la creazione di posti di lavoro e una migliore ripartizione delle opportunità economiche. Si allinea agli obiettivi della Carta degli investimenti, che prevede in particolare incentivi destinati a rafforzare l'attrattività dei territori e a sostenere gli investimenti creatori di posti di lavoro. Taza, una destinazione da scoprire. La grotta di Friouato, i paesaggi forestali e montani, così come le risorse culturali e gastronomiche, costituiscono punti di appoggio per immaginare un'offerta turistica differenziata. Ecoturismo, escursionismo, turismo di scoperta, alloggi a contatto con la natura, esperienze rurali, artigianato e valorizzazione dei prodotti locali: queste attività possono contribuire ad arricchire l'offerta nazionale aprendo al contempo nuove prospettive economiche alle comunità locali. Ma il passaggio dal potenziale alla destinazione richiede una vera ingegneria turistica. Un sito naturale non diventa automaticamente un prodotto turistico. Bisogna organizzare gli accessi, strutturare i servizi, creare possibilità di alloggio e concepire esperienze capaci di trattenere i visitatori. Per la SMIT, è necessario anche collegare i siti tra loro, costruire circuiti coerenti e inserire Taza nei flussi turistici regionali e nazionali. La SMIT ha insistito, durante il suo intervento, sul fatto che il valore turistico di un territorio non dipende solo dalla bellezza dei suoi paesaggi, ma dalla sua capacità di organizzare un'esperienza completa, accessibile, sostenibile ed economicamente valida. Trasformare il potenziale in investimento. Lo sviluppo turistico deve basarsi su una capacità concreta di far emergere progetti, migliorarne la maturità e creare le condizioni per la loro realizzazione. A Taza, questo approccio implica lavorare alla costituzione di un portafoglio di opportunità adatte al territorio, dai progetti di alloggio a misura d'uomo alle attività ricreative, alle esperienze nella natura e alle iniziative di valorizzazione del patrimonio. Per la SMIT, la digitalizzazione dell'investimento costituisce anche una leva importante. Grazie ai suoi strumenti digitali, in particolare la sua piattaforma di investimento turistico, la SMIT ha reso le opportunità, a livello territoriale, più visibili, facilitando la loro geolocalizzazione e migliorando la messa in relazione tra i promotori di progetti e gli investitori. L'obiettivo è ridurre il divario tra un territorio che possiede risorse e un territorio capace di presentare al mercato opportunità leggibili, strutturate e attraenti. Questo approccio non consiste nel sostituire l'intervento pubblico all'investimento privato. Mira, al contrario, a creare le condizioni che permettano a quest'ultimo di dispiegarsi in territori dove l'ingegneria, l'informazione e l'accompagnamento possono fare la differenza. L'equità territoriale inizia con l'accesso all'investimento. La questione dello sviluppo sostenibile non si limita alla preservazione dell'ambiente. Riguarda anche la capacità dei territori di accedere ai finanziamenti, alle competenze, alle reti economiche e alle opportunità imprenditoriali. Per Taza, ciò presuppone favorire l'emergere di piccole e medie imprese turistiche, accompagnare i giovani promotori di progetti, sostenere l'imprenditoria femminile e facilitare l'integrazione delle cooperative e dei produttori locali nella catena del valore turistico. Le ricadute devono superare i soli stabilimenti ricettivi. Devono beneficiare le guide, i ristoratori, gli artigiani, i trasportatori, gli agricoltori e l'insieme dei servizi che contribuiscono all'esperienza del visitatore. La SMIT ha spiegato che, in quest'ottica, sono stati messi in atto diversi dispositivi di accompagnamento dell'imprenditoria turistica, tra cui Moukawala Siyahia, come leva per facilitare la maturazione dei progetti e incoraggiare la creazione di attività. La vera sfida consiste nel far emergere un ecosistema in cui l'investimento turistico generi redditi locali, posti di lavoro duraturi e nuove prospettive per le popolazioni. L'equità territoriale non significa che ogni regione debba ricevere gli stessi progetti. Significa che ogni territorio deve poter accedere ai mezzi necessari per valorizzare i propri punti di forza. 2030: una scadenza, ma soprattutto un metodo. La prospettiva del 2030 offre al Marocco un'occasione importante per accelerare la modernizzazione della sua offerta turistica, rafforzare la sua competitività e ampliare le opportunità di investimento. Per Taza, la sfida è cogliere questa dinamica senza fare dell'evento il fine ultimo dello sviluppo. La destinazione deve poter attrarre visitatori prima, durante e dopo il 2030, grazie a un'offerta duratura, alla qualità dei suoi servizi e alla singolarità delle sue esperienze. Ciò presuppone, secondo la SMIT, un approccio integrato che associ le autorità territoriali, le collettività, gli attori economici, gli investitori e le istituzioni nazionali. La SMIT può contribuire a questa dinamica mobilitando la sua esperienza per identificare i progetti prioritari, strutturare le opportunità e avvicinare i promotori di progetti ai partner finanziari e tecnici. Il successo dovrà essere valutato a partire da indicatori concreti: investimenti effettivamente realizzati, imprese create, posti di lavoro duraturi, durata dei soggiorni, spese turistiche locali e preservazione delle risorse naturali. Non si tratta quindi solo di preparare una scadenza internazionale. Si tratta di costruire le fondamenta di un'economia turistica territoriale capace di svilupparsi nel tempo. Investire a Taza significa investire in un Marocco più equilibrato. Il caso di Taza rimanda infine a una questione che supera i confini della provincia: quella del modello di sviluppo turistico che il Marocco desidera consolidare per i prossimi decenni. Un modello in cui la competitività internazionale non si oppone alla coesione territoriale. Un modello in cui la protezione del patrimonio naturale costituisce un vantaggio economico. Un modello in cui l'investimento contribuisce ad ampliare le prospettive delle popolazioni piuttosto che a concentrare le opportunità nei soli poli già attraenti. È in questa articolazione tra attrattività, investimento e inclusione che la SMIT intende iscrivere la sua azione. Il successo di Taza 2030 non si misurerà quindi solo, secondo la SMIT, dal numero di visitatori accolti o dalle capacità ricettive create. Si misurerà dalla capacità del territorio di trasformare durevolmente le sue risorse in ricchezza, i suoi progetti in imprese e le sue ambizioni in posti di lavoro. Perché un Marocco turistico veramente competitivo è anche un Marocco che sa far emergere le sue destinazioni di domani, e nel quale nessun territorio è condannato a restare ai margini della creazione di valore. A Taza, lo sviluppo turistico sostenibile può così diventare molto più di una strategia settoriale: uno strumento di trasformazione territoriale e un'espressione concreta dell'ambizione di un Marocco più equilibrato, più inclusivo e più resiliente.
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