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Notizia 08 Jul 2013 4 min di lettura

Più studenti e meno insegnanti

Il presidente dell'Università Mohamed V-Agdal, Wael Benjelloun, ha tracciato, mercoledì scorso, il bilancio del suo istituto. Ha tenuto a far risaltare la problematica dello squilibrio tra l'aumento del numero degli studenti e la partenza massiccia in pensione del corpo docente e del personale.
Più studenti e meno insegnanti

L'Università Mohammed V dell'Agdal termina l'anno 2012-2013 su un bilancio soddisfacente. I suoi risultati sono il segno di una buona performance a tutti i livelli di intervento dell'università. Ne attestano i dati presentati da Wael Benjelloun, presidente dell'Università, che si è riunito con la stampa, la settimana scorsa, al fine di tracciare il bilancio del suo istituto. L'Università si è trovata in un movimento di massificazione, visto l'effettivo crescente degli iscritti nelle tre facoltà dipendenti dall'UM5A (Facoltà di scienze, Facoltà di Lettere e scienze umane e Facoltà di scienze giuridiche, economiche e sociali). Il numero dei nuovi iscritti nelle Facoltà di diritto e di lettere è salito da 6.763 a 10.056 studenti. Mentre il numero totale degli studenti iscritti nei diversi istituti dipendenti dall'Università è passato da 27.201 a 32.693 studenti. L'afflusso massiccio degli studenti pone così una vera sfida ai responsabili dell'Università, poiché nello stesso tempo, c'è una partenza, altrettanto massiccia, in pensione degli insegnanti ricercatori: una media annuale di 80 partenze. «L'Università perderà, così, quasi la metà dei suoi insegnanti entro il 2020», ha indicato Wael Benjelloun. Sui 1.129 professori che conta il corpo docente nel 2013, 453 partiranno in pensione entro il 2020. Ed è la Facoltà di scienze che sarà la più colpita da queste partenze.

La partenza in pensione del personale amministrativo e tecnico non è da meno. Su 961 posti, l'UM5A ne ha persi 60 nel 2012 e 69 nel 2013, secondo il suo presidente. Quest'ultimo è stato più che chiaro nell'affermare che «l'Università si trova impotente di fronte a questa situazione, soprattutto in assenza di creazione di posti amministrativi durante 3 anni successivi». In ogni caso, la presidenza dell'università ha alcune piste da esplorare al fine di gestire questa situazione. Wael Benjelloun sostiene, così, il superamento dei compartimenti stagni dell'Università, come metodo per affrontare questa problematica, soprattutto in un mondo che non cessa di cambiare grazie allo sviluppo delle tecnologie. «In futuro, questo sviluppo potrà giocare a favore dell'utilizzo dell'insegnamento a distanza e dell'insegnamento autogestito dallo studente. Ciò diminuirà il carico per l'insegnante», aveva notato Wael Benjelloun.

Già, l'Università ha lanciato, con l'Università di Montréal, uno studio di fattibilità per il ricorso alla sperimentazione assistita da computer (EXAO), il cui obiettivo è di meglio far fronte ai bisogni in lavori pratici. Almeno, per il prossimo anno universitario 2013-2014, Wael Benjelloun resta fiducioso: «visto il numero dei candidati al bac di giugno 2013, pensiamo di poter far fronte alla domanda del prossimo anno universitario in condizioni pedagogicamente corrette», ha notato, grazie a passi adottati dall'Università come l'ascolto, la comunicazione, il coinvolgimento degli studenti. Tutto ciò ha contribuito, nonostante la massificazione, all'instaurazione di un clima sereno all'interno degli istituti. Quanto all'offerta pedagogica dell'Università, essa ha conosciuto un aumento sensibile. Questa è stata in particolare orientata verso il mercato del lavoro, con l'apertura di 8 nuove licenze professionali e 3 master specializzati, oltre ai 7 nuovi master di ricerca. Il lancio di una licenza in lingua e culture cinesi era anche nel menu. La ricerca è l'altro cavallo di battaglia dell'Università. Questo aspetto ha conosciuto «un'evoluzione interessante nel 2012-2013, permettendo all'Università di beneficiare di maggiore visibilità sul piano internazionale», secondo Wael Benjelloun. Così, il budget consacrato alla formazione continua e alla mobilità è passato da 5 milioni nel 2012 a 8,5 milioni di DH nel 2013.

Una misura che viene ad aggiungersi alla messa in atto di un programma di incentivo alla pubblicazione. D'altronde, il numero di pubblicazioni internazionali indicizzate è passato da 93 nel 2009 a 287 nel 2012, secondo la banca dati internazionale della ricerca Scopus. Quanto all'«International College and Universities», ha classificato l'UM5A al ventesimo posto in Africa e al secondo in Africa del Nord. E ciò, grazie alla visibilità di cui dispone sul web.


Il budget d’investimento: un’altra sfida da affrontare

Oltre alla sfida del personale e del corpo docente, l'Università dovrà affrontare la sfida del budget nel corso del prossimo anno al fine di rispondere ai bisogni di costruzioni e di equipaggiamento degli istituti. Tanto più che conta di lanciare, nel 2014, i contratti di equipaggiamento del sito Tamesna che ospiterà un polo tecnologico di insegnamento e di ricerca, così come i contratti della Città dell'innovazione a Madinat Al Irfane e il Museo delle scienze agli aranci. Conviene ricordare che l'UM5A ha sofferto di un'insufficienza del budget d'investimento nel corso di quest'anno, il che ha generato una revisione degli obiettivi al ribasso.

Punti di riferimento

-* Il numero dei nuovi iscritti nelle Facoltà di diritto e di lettere è passato da 6.763 a 10.056 studenti.

-* Il numero totale degli studenti iscritti nei diversi istituti dipendenti dall'Università è passato da 27.201 a 32.693.

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