«Memoria di Marrakech: Ritratti nella storia dell'arte della Halqa alla Piazza Jamaâ Lafna» è il titolo dell'ultima opera dedicata alla mitica piazza della città ocra.
La storia di Marrakech resta intimamente legata alla sua emblematica Piazza Jamaâ Lafna, un vero teatro all'aperto classificato nel 2001 come capolavoro del Patrimonio orale e immateriale dell'Umanità dall'Unesco. Cuore pulsante della città, questo spazio di diffusione di spettacoli per eccellenza continua a essere una fonte di ispirazione e creazione per generazioni di scrittori, artisti e ricercatori, come testimonia la moltitudine di opere a essa dedicate.
L'ultimo ad aggiungersi a questo florilegio di autori non è altri che il ricercatore Abderrahmane El-Malhouni, che ha appena pubblicato un libro voluminoso quanto appassionante intitolato «Memoria di Marrakech: Ritratti nella storia dell'arte della Halqa alla Piazza Jamaâ Lafna». In quest'opera di 528 pagine di grande formato in due volumi, l'autore offre informazioni preziose su questa mitica Piazza, i suoi diversi attori e le sue tradizioni popolari che permettono al lettore di scoprire i segreti nascosti di questa «Corte dei miracoli», considerata uno spazio culturale carico di storia.
Composta da 22 capitoli, quest'opera si propone come una guida scientifica per ogni appassionato e critico della Piazza. Il libro costituisce un riferimento essenziale che risponde in modo chiaro ed esaustivo alle diverse questioni riguardanti, in particolare, la storia della città di Marrakech e le diverse sfaccettature della sua cultura popolare.
La Halqa, come luogo di trasmissione orale della cultura e garante della memoria artistica, occupa un posto di rilievo in questo libro. Da profondo conoscitore, Abderahmane El-Malhouni ci immerge in questa sfera creata tra il narratore e il suo pubblico attorno a storie vecchie di secoli, tra cui racconti delle «Mille e una notte» e grandi epopee arabe. L'autore si è, infatti, soffermato sul ruolo preponderante che hanno sempre svolto i narratori nella celebre Piazza Jamaâ Lafna, il cui numero purtroppo non smette di diminuire senza che venga assicurato un ricambio.
I nomi di alcuni narratori che si sono succeduti su questo teatro all'aperto per decenni sono imperituri e rimarranno per sempre incisi nella memoria dei Marrakchi, secondo il ricercatore che cita, tra gli altri, Cheikh Barghout, Cheikh Mrika, Haj Ben Ba Ahmed, Sidhoum Moulay Mehdi, Moulay Ahmed El-Gazi, Cheikh Jilali, Cheikh Ba Abbes, Oulad Kharkhar Zemmouri, Cheikh Flifla, Moulay Abdeslem Assaroukh e Houcine Bakchich.
Con l'aumento vertiginoso delle attività commerciali nella Piazza, l'arte dei narratori e degli altri attori è stata, ahimè, relegata in secondo piano. Confinati alla periferia, si vedono costretti a esercitare in condizioni sempre più precarie e si sentono stranieri nel loro stesso universo, spossessati di questo luogo magico di cui un tempo erano padroni.
È davvero tempo di salvare quest'arte secolare che ha reso celebre Jamaâ Lafna dalla scomparsa. I due o tre «hlayqiya» ancora in vita incontrano molte difficoltà a trasmettere il loro sapere e i giovani, dal canto loro, non sono davvero pronti a raccogliere il testimone dei loro genitori. Per perpetuare queste tradizioni popolari, risulta più che urgente creare una scuola per formare giovani narratori.

