Su quasi 10.000 alloggi promessi, a malapena qualche centinaio sono stati consegnati ai loro destinatari finali. E per questo motivo, due promotori, Général Contractor e Hidaya, sono venuti meno ai loro impegni. Il Ministero dell'Edilizia abitativa e dell'urbanistica tenta di limitare i danni.
Il Ministero dell'Edilizia abitativa e della politica della città aveva firmato due protocolli d'accordo con Général Contractor e Al Hidaya, rispettivamente il 25 novembre 2005 e il 17 marzo 2006, nell'ambito del partenariato pubblico-privato con Al Omrane Tamesna. Ma da allora, le cose non sono andate come previsto. Secondo il dipartimento di Nabil Benabdellah, per quanto riguarda Général Contractor, l'impegno mira alla realizzazione di 4.760 alloggi. In questo contesto, il progetto Hiba I di 728 alloggi è stato interamente realizzato e consegnato. Per i progetti Hiba II, III e IV, tenuto conto del mancato rispetto degli impegni da parte del promotore, il Gruppo ha proceduto al recupero dei terreni ivi afferenti, in conformità con il protocollo d'accordo firmato il 29 dicembre 2009.
Per il progetto Hiba V relativo alla realizzazione di 1.800 alloggi, 700 alloggi sono stati avviati e commercializzati, ma il cantiere è fermo dal 2009. «Nell'ambito del monitoraggio e vista l'inadempienza del promotore, è stata avviata una procedura giudiziaria che ha portato a una sentenza il 4 marzo 2015 che permette il recupero del terreno e la risoluzione della convenzione. Così il Gruppo Al Omrane potrà , una volta espletate le formalità , riprendere i lavori e soddisfare le aspettative degli acquirenti», sottolinea il Ministero.
Per quanto riguarda il progetto «Al Hidaya», avviato da un promotore malese, relativo alla realizzazione di 4.980 alloggi, il Ministero dell'Edilizia abitativa e della politica della città tiene a precisare che, trattandosi della prima fase, il promotore ha totalmente realizzato il progetto grazie in particolare a un credito contratto presso il CIH, che il promotore non ha rimborsato.
Infatti, 382 alloggi sono stati ipotecati presso la banca a garanzia di un prestito di 60 milioni di dirham, il che ostacola la loro consegna ai clienti. «Le autorità competenti sono attualmente al lavoro per permettere alle famiglie di recuperare i loro alloggi dopo il pagamento totale dei loro prezzi, ricorda il Ministero», indica il dipartimento di tutela. Per quanto riguarda la seconda tranche (1.843 alloggi) i cui lavori sono fermi dal 2011, occorre precisare, secondo il Ministero, che 700 unità sono state commercializzate ad oggi per un valore di 45 milioni di dirham. Per la terza tranche, i lavori non sono mai stati avviati. Di conseguenza, e in virtù delle disposizioni del contratto di partenariato, il Gruppo Al Omrane è stato costretto a ricorrere a un'istanza arbitrale internazionale il 25 aprile 2013.
La sentenza sarà pronunciata nelle settimane a venire. L'obiettivo ultimo di questi sforzi è il recupero della base fondiaria delle due tranche per procedere alla regolarizzazione di questa situazione e rispondere così alle aspettative dei clienti della seconda tranche nell'ambito di un montaggio finanziario equilibrato che tenga conto dei vincoli tecnici e finanziari.

