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Safi (in arabo: آسفي) è una città del Marocco, situata sulla costa atlantica. È il capoluogo della regione di...

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Notizia 28 Nov 2012 3 min di lettura

Convegno a Safi sulla riforma della giustizia: Gli avvocati rifiutano il prêt-à-porter di Ramid

Convegno a Safi sulla riforma della giustizia: Gli avvocati rifiutano il prêt-à-porter di Ramid

L'Associazione degli avvocati ha aperto il fuoco sul cantiere di riforma della giustizia in Marocco alla presenza di Mustapha Ramid, che ha risposto presente all'invito del convegno organizzato recentemente a Safi sul tema «La riforma della giustizia dipende da una reale volontà politica».

Wahbi, presidente dell'Associazione degli avvocati in Marocco, ha fustigato il ministero della Giustizia, accusandolo di monopolizzare il dibattito attorno alle riforme del settore adottando approcci e meccanismi che non serviranno in alcun caso alle finalità di questo cantiere. Il quale ha escluso i principali attori e minimizzato la partecipazione dell'autorità giudiziaria.

Wahbi ha respinto categoricamente le ricette del «prêt-à-porter», poiché la riforma non è un'attività stagionale ma un processo continuo e cumulativo.

Il presidente dell'ordine degli avvocati di Safi ha, da parte sua, insistito sulla necessità di una sinergia degli sforzi in vista di far approdare il progetto di riforma della giustizia e far fronte così alla crisi che sta prendendo piede.

Amine Ezzine, segretario generale dell'Unione degli avvocati arabi, si è soffermato sulla priorità di avere una visione globale sul cantiere di riforma della giustizia, confrontato con molteplici ostacoli a livello della regione araba in generale. La riforma dovrebbe prendere in considerazione le leggi, le tecniche, gli strumenti, le garanzie e la questione morale in primo luogo, al fine di approdare all'instaurazione di un'autorità giudiziaria efficace, competente e indipendente.

Durante il suo intervento, il ministro della Giustizia, Mustapha Ramid, ha ricordato la volontà reale e politica di condurre questa riforma, che dovrebbe declinare i principi di indipendenza e consolidamento delle prerogative dell'apparato giudiziario contenuti nella nuova Costituzione. Per lui, questo cantiere dovrebbe costituire una piattaforma per un dibattito nazionale e partecipativo che sfocerà in una Carta nazionale referenziale del settore della giustizia.

È opportuno ricordare che, secondo la sua nota di presentazione, la riforma della giustizia mira a diversi obiettivi strategici, vale a dire rafforzare la fiducia dei cittadini e la credibilità della giustizia, nonché il suo ruolo nell'esercizio dei diritti e delle libertà in vista di riunire le condizioni per un giusto processo, facilitare l'accesso dei cittadini alla giustizia e consolidare la qualità e la trasparenza dei servizi giudiziari, nonché la loro celerità, e aggiornare il sistema giudiziario, modernizzarlo e metterlo al servizio dei cittadini e degli imperativi dello sviluppo. Obiettivi che i molteplici rimproveri fatti all'assenza di criteri oggettivi uniformi nella composizione dell'alta istanza del dialogo, all'esclusione di alcune professioni giudiziarie da essa e alla metodologia di lavoro scelta da Mustapha Ramid, sembrano sempre più difficili da raggiungere.

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