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Mohammédia (arabo: المحمدية, trascrizione: Al-Mohammadiya), precedentemente chiamata Fédala, è una città del Marocco...

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Notizia 24 Dec 2011 4 min di lettura

Patente di guida a Mohammedia: Una vera odissea

Patente di guida a Mohammedia: Una vera odissea

Per la forza delle cose e una certa mentalità, le prime parole che vengono in mente non appena si è tenuti a qualche formalità amministrativa sono: « Cool! È il momento o mai più per essere zen ». Se per alcune amministrazioni al servizio del cittadino, il miglioramento delle prestazioni è del tutto percepibile, la C.I.N e il passaporto ne sono l'illustrazione rara in questo senso, ce ne sono altre che, già al traino da tempo immemorabile, non riescono ancora a mettersi a livello. Se per esempio, siete tenuti a scambiare la vostra vecchia patente di guida con la « new » biometrica, preparatevi a un vero percorso del combattente. Se per di più, risiedete a Mohammedia, il calvario non sarà ahimè che più grande. Il nuovo Codice della strada è entrato in vigore da più di un anno già. Le pratiche per cambiare la propria vecchia patente di guida sono dunque da effettuare presso il Servizio delle miniere e centro di immatricolazione della Direzione regionale dell'attrezzatura e dei trasporti del luogo in cui si è presunti risiedere.

Quello di Mohammedia sito in avenue des Forces Armées Royales che non si svuota mai ha i seguenti orari di apertura: 8:30 alle 15:00. Anche per qualsiasi formalità da effettuare (patente, carta grigia, ecc.), bisognerà aspettarsi una lunga attesa prima di vedere le proprie richieste andare a buon fine. Mercoledì scorso, per poter depositare un dossier di rinnovo della patente di guida, nel migliore dei casi, l'attesa era di circa un'ora e mezza. Poi, il cittadino si sentiva dire di tornare il lunedì successivo per la presa di foto, un guasto tecnico essendo all'origine del cambio di programma. Pensate un po'! Si ha solo il ministero dell'Attrezzatura e dei Trasporti come unica preoccupazione. Per effettuare questa pratica imposta, tanto vale chiedere due o tre giorni di congedo. Inoltre, il Servizio delle miniere e centro di immatricolazione della Direzione regionale dell'attrezzatura e dei trasporti di Mohammedia, possiede in tutto e per tutto solo un unico apparecchio fotografico per tutto un mondo di richiedenti. È un malfunzionamento vergognoso e inammissibile per un dipartimento le cui entrate in materia fiscale e finanziaria sono tra le più importanti. Insomma, all'uscita, vi avranno rimesso in cambio il cartoncino bianco più provvisorio valido 60 giorni e che, siatene certi, sarà prolungato per un secondo periodo o addirittura un terzo prima di ottenere il sésamo in qualche sei mesi essendo ben ottimisti.

Anche limitando le critiche alla sola sfera amministrativa, si sarebbe tentati di interrogarsi su questa mancanza di rigore che si apparenta a un vero insulto al cittadino marocchino. Il ministero dell'Attrezzatura e dei Trasporti ha imposto ai marocchini un copia-incolla del Codice della strada, tutto ciò che c'è di più moderno dove ha istituito una patente a punti per un aggiornamento del controllo stradale senza mettervi in atto le strutture necessarie. Tanto vale adattare il Codice della strada svizzero al Kalahari. Inoltre, il cittadino marocchino non ha mai chiesto di cambiare patente di guida. Gli costerà, scambiarla, circa seicento dirham tra le diverse fiscalità (2 bollettini di versamento in diversi luoghi), visite mediche, scartoffie, foto e tutte le altre mobilitazioni che vanno con esse. Se si aggiunge all'assenza di una reale struttura di accoglienza che deve accompagnare questa piccola rivoluzione alla marocchina, lo zelo che accompagna questa «regolarizzazione della situazione», si può esplodere con la massima tranquillità del mondo, mentre il ministero in questione, con mezzo secolo di ritardo, si ristruttura a nostre spese e senza il minimo riguardo. Certo che dopo un piccolo giro dalla parte del Servizio delle miniere, voglie di diventare pedone patentato ci stuzzicheranno. Si comprende fin da allora perché il ministro uscente Karim Ghellab ha fatto presto a trovarsi un nuovo lavoro, il seggio in questo caso. L'entrante in ogni caso avrà ben da fare. Cosa ci riserverà?

Speriamo che non concederà l'appalto così succulento, senza bando di gara come il suo predecessore.

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