È martedì scorso che il Teatro di El Jadida è stato inaugurato dal Ministro della Cultura, Mohamed Amine Sbihi, dopo lunghi mesi di lavori. Il Re Mohammed VI ha deciso di dare al Teatro di El Jadida il nome dell'Otello marocchino, Mohamed Saïd Afifi, grande uomo di teatro, umanista e universalista. E dal canto suo, la DGCL, il consiglio provinciale, il comune urbano di El Jadida e il comune rurale di Moulay Abdellah avevano messo il carico da undici per far avanzare i lavori di rinnovamento di questo monumento, stimati a quasi 7,5 milioni di DH. Settecento spettatori erano presenti all'inaugurazione del Teatro Mohamed Saïd Afifi e numerose personalità si erano spostate per questa occasione, come Mjid, Abdelwahab Doukkali, Omar Sayed, Buimid, El Jem, Erraji, Nafali, Hassan Benjelloun, Ezzine, Ajil, Bikr e tanti altri. In questa occasione, la signora Karima Afifi, moglie del defunto Mohamed Saïd Afifi e i suoi figli hanno espresso la loro profonda gratitudine a Sua Maestà il Re per l'Alta sollecitudine di cui ha sempre circondato Mohamed Saïd Afifi, e per l'interesse che porta agli artisti marocchini e alla loro famiglia e alla promozione dell'arte in generale. Quanto alla Compagnia Labrija Ibdaâe, dedicata al defunto Mohamed Saïd Afifi, ha espresso tutto il suo orgoglio e si è detta convinta che, grazie a questa saggia decisione, tutti gli uomini di teatro doukkali, in particolare, e marocchini, in generale, lavoreranno sodo affinché il teatro Mohamed Saïd Afifi sia un vero strumento di comunicazione e una passerella aperta sul mondo. In effetti, questa infrastruttura sarà, al di là di uno strumento di promozione dell'arte e della cultura, uno strumento per favorire l'emergere di una cittadinanza responsabile. Inoltre, questa iniziativa reale contribuirà sicuramente a incoraggiare i giovani che vogliono lanciarsi in una carriera artistica, al cinema o al teatro. Tuttavia ci si può chiedere perché gli artisti jdidis, allievi del defunto Mohamed Saïd Afifi, siano stati colpiti da «ostracismo» durante questa inaugurazione e perché il grande attore Mohamed Ben Brahim, Berradi, Chahramane e tanti altri fossero assenti. Inoltre, diverse domande si pongono riguardo allo spettacolo presentato: la pièce piuttosto mediocre giustificava le somme impegnate per questo evento, e soprattutto l'impegno di un grande coreografo, Lahcen Zinoune? È davvero questa la cultura doukkalie (qaâda, rekza, jarra...)? Era degna del grande artista che fu Mohamed Saïd Afifi? Perché questa esclusione quasi sistematica di tutti gli artisti jdidis (Mohamed Ben Brahim, Jelbi, Chakir, Sebbagh, Tarda, Jeddad, Sikab, Rabbani, Khajjou, Khmim, Ouaski, Nesnassi, Gabi, Birka, Chahbi e tanti altri...)? E perché il nome di Afifi tutto corto come denominazione del teatro, invece di Mohamed Saïd Afifi, come voluto e scritto nella decisione di Sua Maestà Mohammed VI? Perché ciò può prestare facilmente a confusione: si tratta dello scrittore Mohamed Afifi? Dell'artista plastico e videoartista Saïd Afifi? Di tutti gli Afifi del Regno e del mondo arabo... Per concludere, bisognerebbe citare la frase che ripeteva senza sosta il defunto Mohamed Saïd Afifi: «Vogliamo vita al teatro e teatro nella vita. È per questo che questo teatro deve essere l'orgoglio collettivo e una formidabile leva della cultura e dell'arte...»
Notizia 18 Nov 2012 3 min di lettura
Inaugurazione del Teatro Mohamed Saïd Afifi
- Martedì scorso, il Teatro di El Jadida è stato inaugurato dal Ministro della Cultura, Mohamed Amine Sbihi, dopo lunghi mesi di lavori.
- La riabilitazione di una grande parte del teatro permette di ridare lustro a questo luogo emblematico della Deauville marocchina.
- La riabilitazione di una grande parte del teatro permette di ridare lustro a questo luogo emblematico della Deauville marocchina.

