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Turismo 27 Aug 2014 3 min di lettura

Il turismo rurale, una filiera da valorizzare

Il turismo rurale, una filiera da valorizzare

Accanto al turismo convenzionale, Marrakech con il suo entroterra rurale è la regione meglio posizionata per attirare un gran numero di visitatori interessati allo stesso tempo all'ecoturismo, all'avventura e al viaggio educativo. Filiera imprescindibile dell'offerta turistica nazionale accanto a quella balneare e culturale, il turismo rurale resta tuttavia tributario dell'aspetto responsabile, solidale, equo e sostenibile. In questo contesto, numerosi sono i professionisti che ritengono che questa filiera fatichi ancora ad imporsi e che i molteplici vantaggi e i paesaggi indomiti di cui abbonda la regione non siano sfruttati a dovere, nonostante l'entusiasmo di alcune clientele per questo genere di turismo, in particolare i francesi e gli inglesi. Il turista avido di scoprire i vantaggi del mondo rurale è desideroso oggi di coinvolgersi nello sviluppo sostenibile, di contribuire alla protezione dell'ambiente e di portare il suo sostegno alle popolazioni delle località visitate. «Ciò che è straordinario, oggi, è che la maggior parte dei turisti ricerca l'interattività con la popolazione locale e cerca di comprendere la cultura nazionale, nella misura in cui è nel mondo rurale che trovano questa originalità e questa autenticità», spiega un difensore accanito di questa filiera che ha, in questo senso, sottolineato la necessità di sensibilizzare le popolazioni del mondo rurale ad essere più accoglienti. Tanto più, secondo lui, che ci sono turisti che vogliono portare il loro contributo all'edificio dello sviluppo locale.

Il turismo rurale è prima di tutto un affare di attori locali. Favorisce gli incontri e la condivisione delle ricchezze dei territori dove si pratica con i vacanzieri venuti a godere della buona aria della campagna o della montagna. Lo sviluppo di questa filiera e la sua valorizzazione passa necessariamente attraverso campagne di pulizia e risanamento nei Douar e nei Souk, la lotta contro il fenomeno crescente delle molestie ai turisti e la messa in atto di un organismo regionale federatore che raggruppi autorità, eletti locali, popolazioni e professionisti del turismo. La promozione del turismo rurale, che attira ogni anno tra 170.000 e 200.000 visitatori, resta tributaria anche dell'equipaggiamento dei villaggi con strade che portano agli alberghi e agli alloggi, dell'elettricità, dell'acqua potabile e della rete di risanamento. Tanto più che la visione turistica 2020 pone la questione dello sviluppo sostenibile e dell'ambiente in testa alle sue priorità, nella misura in cui prevede la capitalizzazione dei vantaggi e delle ricchezze naturali e culturali a favore della crescita socio-economica.

L'accento deve essere posto, a questo riguardo, sulla necessità allo stesso tempo di sfruttare l'importante potenziale di cui dispone la regione e di sensibilizzare i tour operator e le popolazioni locali all'importanza di questa filiera. Lo sviluppo del turismo rurale nella regione è in grado di confortare ulteriormente la posizione di Marrakech come prima destinazione turistica del Regno. Da ricordare che la visione strategica 2020 si fissa in particolare come obiettivo di raddoppiare la dimensione del settore elevando così il Marocco tra le 20 prime destinazioni turistiche mondiali all'orizzonte 2020.

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