Dall'avvento del mese sacro, la capitale del Gharb vive al ritmo di conferenze religiose e sermoni tenuti nel corso di questa prima metà del Ramadan in tutte le moschee della città e in altri spazi culturali.
La conferenza animata recentemente da Mohamed Jamal Hassan Abou Al Hounoud, consigliere del ministro degli Habous e degli affari religiosi della Palestina, è stata uno degli incontri che hanno segnato questo mese di raccoglimento e pietà.
Il conferenziere ha posto l'accento sulle specificità religiose del Regno, caratterizzate dalla Comunità dei credenti, pilastro della pace spirituale, dal rito malikita, dalla dottrina ash'arita e dalla via sufi. Ha, inoltre, precisato che il modello marocchino della pratica della religione non è mai stato così forte come lo è ai giorni nostri.
Il Dr. Abou Al Hounoud ha, d'altra parte, fatto notare che il Marocco ha adottato molto presto il rito malikita in considerazione dei legami particolari che uniscono i marocchini ai Luoghi Santi, terra di nascita del rito malikita, sottolineando il ruolo degli ulema malikiti nella mistificazione delle eresie, in particolare quella kharigita.
Il conferenziere non ha mancato di ricordare il ruolo pionieristico del sufismo marocchino nella diffusione dei valori di pace e tolleranza in tutto il mondo. I segni della presenza sufi marocchina nel «Machrek» e più particolarmente ad Al-Qods rimangono tangibili e i suoi effetti duraturi, ha sottolineato in sostanza. Il Marocco è rinomato per i suoi santi e ulema che hanno diffuso il sapere e propagato le scienze teologiche nel Machrek e nel Maghreb. In questo quadro, lo sceicco Abou Al Hounoud ha messo in risalto l'importanza del sufismo nella vita religiosa e sociale contemporanea, deplorando che i detrattori del sufismo abbiano limitato gli orizzonti del pensiero e peccato per eccesso di rigorismo, al punto da farne il vivaio del pensiero Takfirista e, di conseguenza, giustificare la violenza.

