FrançaisEnglishالعربيةDeutschEspañolNederlandsItaliano中文

Il tuo carrello è vuoto

L'avventura ti aspetta!

Informazioni su Dakhla

Dakhla, o Ad Dakhla (arabo: الداخلة), è una città marocchina, precedentemente chiamata Villa Cisneros in omaggio a...

Novità a Dakhla

Segui le ultime novità, i progetti e i comunicati ufficiali del tuo città.

Notizia 05 May 2014 3 min di lettura

Le violazioni dei diritti dell'Uomo denunciate a Dakhla da una ONG dei campi di Tindouf

Le violazioni dei diritti dell'Uomo denunciate a Dakhla da una ONG dei campi di Tindouf

L'Associazione dei discendenti di Sakia El-Hamra e Oued Eddahab (ADSHOE) la cui sede si trova a Tindouf ha organizzato recentemente una conferenza stampa in coordinamento con l'Associazione della regionalizzazione avanzata e l'autonomia e l'Associazione civismo per lo sviluppo nella regione Oued Eddahab. Questa conferenza mirava a mettere in luce le violazioni dei diritti dell'Uomo nei campi di Tindouf, la situazione inumana e l'oppressione che vivono gli abitanti di questi campi, a vista e a saputa della comunità internazionale. Diversi organi di stampa sono stati rappresentati a questa conferenza nonché rappresentanti della società civile locale. Il portavoce dell'Associazione ADSHOE, Hamada Mauloud, ha dato il benvenuto ai rappresentanti dei media che hanno voluto assistere a questa conferenza. Rispondendo a una domanda relativa ai sit-in organizzati dalla gioventù del cambiamento davanti alla sede dell'HCR a Rabouni, ha indicato che si tratta di sit-in che esprimono la reale volontà degli organizzatori di provare che gli abitanti dei campi non vi sono parcheggiati per convinzione, ma che sono le vittime di slogan menzogneri del Polisario risalenti al periodo trascorso della guerra fredda. Oggi, aggiunge, con lo sviluppo dei mezzi di comunicazione che non ha risparmiato questi campi, la gioventù si è resa conto che la situazione degli abitanti dei campi è lungi dall'essere quella dei rifugiati, riconosciuta conformemente al diritto internazionale. Di conseguenza, si tratta di sequestrati che non hanno alcun diritto di libertà di circolazione, il che ha spinto i giovani dei campi ad aderire a diverse organizzazioni come «La gioventù del cambiamento o Basta» o le altre organizzazioni la cui lista è lunga, in cerca di libertà. A titolo di esempi sulle violazioni dei diritti dell'Uomo perpetrate nei campi, Hamada ha sottolineato che le testimonianze riportate da giovani il cui volto era nascosto dai loro turbanti per timore di rappresaglie diffusi dalla catena di TV Laâyoune, costituiscono una prova eloquente delle restrizioni delle libertà nei campi. Senza dimenticare le numerose denunce depositate davanti ai tribunali europei contro i dirigenti del Polisario, per stupri, torture, rapimenti e sequestri. Rispondendo a una domanda relativa al ruolo dell'ONU, permettendo una soluzione a questo conflitto artificiale, Mauloud ha detto che per lui, l'ONU ha perso la sua credibilità e che le grandi potenze come gli USA, la Gran Bretagna, la Francia o la Russia che sono alleati tradizionali del Marocco, sono le sole a decidere la sorte del mondo. Anche, è tempo di mettere fine alle sofferenze di migliaia di Sahrawi erranti nel deserto algerino. L'autonomia interna che propone il Regno è la sola soluzione soddisfacente che garantisce una vita nella dignità e atta a mettere un termine a questa situazione deplorevole che viviamo. Una soluzione dove non c'è né vincitore né vinto, che preserva l'identità sahrawi e permette di riunire le tribù sahrawi disperse e di cui ci si serve, oggi, per far basculare le elezioni, tanto in Mauritania quanto in Algeria e perché no in un altro paese.

Ascolta
Dimensione: