Per l'ennesima volta, le autorità locali competenti di Sidi Harazem non riescono ancora ad eseguire una decisione giudiziaria. Una comunità composta da diverse famiglie ne soffre grandemente, per il fatto che non può nemmeno avvicinarsi al proprio terreno di 467 ettari, situato vicino a Sidi Harazem.
E per questo motivo, gli elementi della gendarmeria «non fanno correttamente il loro lavoro», a sentire un testimone. L'ultimo fatto in ordine di tempo risale a quasi due settimane fa: i gendarmi, che dovrebbero garantire l'esecuzione della decisione del tribunale, sono rimasti lontani dal luogo. Parcheggiando il loro unico veicolo a due chilometri di distanza, i gendarmi davano, secondo la famiglia Benslimane, beneficiaria di questo decreto, un segnale di severità contro eventuali disturbatori.
Gli abitanti del Douar, tra cui una decina di persone ricercate dalla giustizia, impedivano qualsiasi esecuzione, senza una ragione valida, se non per le minacce esplicite proferite da alcuni nei confronti dei membri della famiglia che hanno beneficiato di una decisione giudiziaria. «Se non riusciamo nel nostro paese a godere dei nostri diritti, tra cui l'esecuzione di una decisione giudiziaria, cosa possiamo aspettarci dalle autorità ? Perché non ci proteggono?», si interroga Driss Benslimane, uno degli eredi della famiglia.
Nei diversi verbali redatti dagli agenti giudiziari in merito a questa vicenda, si può leggere che un centinaio di persone, tra cui bambini e donne, proibiscono alle autorità giudiziarie competenti di compiere il loro lavoro, pretestando il fatto che questa terra, dedicata all'agricoltura, appartiene ai loro antenati.
Su una parte di questo terreno, si contano, secondo il censimento del 2004, quasi 374 persone, una moschea, una scuola e un cimitero. Le autoritĂ sono testimoni della proliferazione dell'habitat insalubre su questo terreno, senza che i servizi competenti intervengano.
Notizia 08 Nov 2014 2 min di lettura
Un centinaio di famiglie impedite nel recupero del loro bene a Sidi Harazem

