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Notizia 08 Dec 2011 3 min di lettura

Avendo fatto parte dell'operazione di identificazione condotta nei campi del Polisario: Mohamed Yislem Ould Al-Kouri Ould Souilem torna nella madrepatria

Avendo fatto parte dell'operazione di identificazione condotta nei campi del Polisario: Mohamed Yislem Ould Al-Kouri Ould Souilem torna nella madrepatria

Mohamed Yislem Ould Al-Kouri Ould Souilem, uno dei chioukh dell'operazione di identificazione nei campi di Tindouf, ha fatto ritorno a fine settimana nella madrepatria, il Marocco.

Arrivato domenica sera a Dakhla, Mohamed Yislem Ould Al-Kouri Ould Souilem, Chiekh della tribù di Ouled Dlim, aveva lasciato alcuni mesi fa i campi di Tindouf e si era recato in Spagna prima di tornare in Marocco in risposta all'appello «la patria è clemente e misericordiosa».

Dopo aver espresso la sua lealtà a S.M. il Re Mohammed VI e il suo attaccamento «all'atto di fedeltà che abbiamo ereditato dai nostri genitori e dai nostri antenati verso i Sovrani del Marocco», ha assicurato in una dichiarazione alla MAP che «il suo ritorno nasce dalla sua convinzione che l'unica soluzione al conflitto del Sahara risiede nell'iniziativa di autonomia che offre ai Saharawi la gestione dei propri affari nel quadro della sovranità marocchina».

Mohamed Yislem Ould Al-Kouri ha notato che il Polisario è «un gruppo diretto dall'Algeria per far perdurare questo problema sotto la copertura di slogan ingannevoli di autodeterminazione al fine di colpire l'integrità del Marocco e servire i soli interessi dei dirigenti algerini».

Evocando la situazione nei campi di Tindouf, ha deplorato «il clima di oppressione, sofferenze e insicurezza che regna in questi campi e lo stato d'assedio imposto alle popolazioni», notando che «questa situazione di tensione si è aggravata nel corso degli ultimi mesi e il Polisario moltiplica le manovre temendo sollevazioni popolari alla luce degli eventi avvenuti in Libia e in altri paesi arabi».

Ha fatto stato della presenza «di gruppi criminali attivi nel traffico di droga, armi e dirottamento di aiuti umanitari in questi campi che sono in gran parte incontrollati e offrono di conseguenza un luogo propizio per lo sviluppo di attività illecite di ogni genere».

Mohamed Yislem Ould Al-Kouri, che ha imputato questa situazione ai dirigenti dell'Algeria e del Polisario, ha rivolto un appello pressante «alla comunità internazionale e ai paesi arabi fratelli per intervenire al fine di sollevare l'assedio imposto agli abitanti dei campi di Tindouf e permettere loro di raggiungere il Marocco e vivervi nel quadro dell'autonomia, l'unica opzione in grado di risolvere questo conflitto che ostacola l'integrazione maghrebina e lo sviluppo dei paesi della regione».

Ha, inoltre, salutato i progressi realizzati in Marocco grazie alle decisioni coraggiose prese da S.M. il Re Mohammed VI, citando a questo proposito la nuova Costituzione che ha portato diverse riforme democratiche in diversi settori.

Da parte sua, Abdallah Al-Ghilani, uno dei parenti di Mohamed Yislem Ould Al-Kouri Ould Souilem, ha espresso la sua gioia per il ritorno «di uno dei membri della sua famiglia e uno dei chioukh dell'operazione di identificazione», notando che «l'unica speranza per gli abitanti dei campi di Tindouf è il ritorno alla madrepatria, il Marocco».

Nato nel 1963, Mohamed Yislem Ould Al-Kouri Ould Souilem, che lavorava nel settore dell'insegnamento e dell'educazione, era insegnante, poi ispettore e direttore regionale. È sposato e padre di quattro figli.

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