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Aourir è un comune rurale marocchino dotato di un centro urbano omonimo, situato nel sud del Paese, nella regione di...

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Festival 30 Aug 2014 4 min di lettura

Il Festival di Imourane si invita al comune rurale di Aourir

Il Festival di Imourane si invita al comune rurale di Aourir

Il comune rurale di Aourir ospita dal 28 al 31 agosto la 6ª edizione del Festival di Imourane sotto il segno "Imourane: memoria e sviluppo" con un programma ricco e vario di attività sociali, culturali ed economiche dove convergono il risucchio del mare, frammenti di storia e brandelli di leggende. Iniziata dall'Associazione del Festival Imourane per il patrimonio e la cultura in collaborazione con il comune rurale di Aourir, l'Istituto Reale della cultura amazigh (IRCAM) e attori associativi, questa manifestazione si inserisce, secondo i suoi iniziatori, nel prolungamento del Moussem detto Almoggar di Imourane che le tribù degli Ida Outanane hanno celebrato per secoli e che coronava tradizionalmente il ciclo dei moussems nel Souss al termine delle stagioni di raccolta e di caccia. Nel menu di questa edizione figurano corse di cammelli sulla spiaggia, competizioni di barche tradizionali, un cross-country, un concorso di nuoto e tornei di beach soccer e pallavolo, oltre a spettacoli quotidiani di fantasia ed esposizioni di prodotti del territorio confezionati da associazioni locali. Secondo Khalid Skouti, dell'Associazione Festival Imourane per il patrimonio e la cultura, questo moussem era sostenuto, un tempo, dagli abitanti di Tamraght che raccoglievano donazioni e aiuti dai villaggi vicini. Una bestia veniva allora sacrificata all'apertura del moussem al mausoleo di Sidi Aït Iazza Ouhaddi dove veniva organizzata anche una veglia religiosa. Ma le celebrazioni avevano anche il loro lato profano, poiché il moussem era un'occasione di riconciliazione tra le tribù e offriva uno spazio di scambi e incontri con i giovani dei diversi Douar e che, spesso, suggellavano matrimoni al termine di questa manifestazione, rileva l'intervistato. Secondo Omar Hamouche, membro del consiglio comunale di Tamraght e segretario generale della stessa Associazione, questa roccia, che si estende nel mare su una lunghezza da 50 a 55 metri e una larghezza di circa 14 metri e che era all'epoca separata dalla terraferma, porta ancora vestigia del castello di "Ben Mirao", testimoni della presenza portoghese. Assicura anche che questa roccia fungeva da forte portoghese equipaggiato di cannoni e armi da fuoco per respingere la popolazione locale che non aveva tardato a sostenere la campagna del jihad condotta dai Saadiani, sotto la guida di Mohamed Cheikh, in vista di liberare le coste e recuperare i campi fertili adiacenti all'attuale Imourane e che erano conosciuti in particolare per la qualità delle loro carote. A questo proposito precisamente, Ahmed Saber, ex preside della Facoltà di Lettere di Agadir, fa osservare che la celebrazione del Moussem di Imourane rimanda storicamente all'inizio del XVI secolo che segna l'inizio dell'occupazione portoghese del forte di Agadir, chiamato all'epoca "Agadir Laârba", in riferimento a un Souk settimanale che vi si teneva ogni mercoledì. Per lui, lo svolgimento di questo moussem segnava in effetti la celebrazione da parte delle tribù locali della loro vittoria sull'occupazione portoghese al termine di una serie di battaglie che si sono svolte tra il 1505 e il 1506, sostenendo che questa vittoria sarebbe stata poi associata nell'immaginario popolare a una considerazione particolare per la roccia di Imourane con tutto ciò che continua a trascinare in termini di misteri e leggende, di cui la più tenace è l'attrazione irresistibile che esercita un buco nella roccia sulle giovani ragazze in età da marito. E per causa, "la Roccia del diavolo" come la soprannominano alcuni, conosce per tutti i tre giorni del Festival di Imourane un'affluenza ininterrotta di visitatori di ogni età e di diverse regioni, di cui alcuni sono mossi dalla curiosità dei luoghi, altri vengono a vendere merci, mentre altri sono attratti dalla bellezza dei paesaggi. Nel lotto, altre visitatrici, le giovani ragazze in particolare, si agglutinano attorno al buco "magico" per esporsi agli spruzzi di sette onde successive, nella speranza di sbarazzarsi di una sfortuna supposta, preludio immancabile per convolare a giuste nozze.

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