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Zaouit Aït Ishaq è un comune rurale della provincia di Khénifra, nella regione di Meknès-Tafilalet, in Marocco. Il suo...

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Festival 14 Aug 2014 3 min di lettura

Un appuntamento per la valorizzazione della cultura amazigh

Un appuntamento per la valorizzazione della cultura amazigh

Dopo il successo riscosso dalla quinta edizione del Festival «Taïmat» per la cultura amazigh, la sesta edizione di questa importante manifestazione socioculturale si è tenuta dal 6 al 9 agosto al centro della località di Aït Ishaq (provincia di Khénifra), attorno al tema: «la valorizzazione della diversità dell'identità è l'accesso essenziale per la realizzazione dello sviluppo sostenibile». Il festival è promosso dal consiglio comunale di Aït Ishaq, in collaborazione con le associazioni della società civile, gli attori locali e i marocchini residenti all'estero, originari del comune rurale di Aït Ishaq.

Un programma ricco e vario è stato elaborato dagli organizzatori, che comporta in primo luogo la valorizzazione della cultura amazigh e le tradizioni tipiche delle tribù di Aït Ishaq, un patrimonio naturale ancestrale e tesori culturali da proteggere, come l'«Ahidouss» con i suoi canti poetici, anello forte di un'intera regione che ha conservato tutta la sua autenticità e la sua eredità orale millenaria. La cultura amazigh è così rappresentata nella sua diversità attraverso i riti collettivi omonimi di canti e danze, con una finezza orale e un ordine notevole, attraverso un movimento ritmato, mescolato a poesie in un'andatura cadenzata che riflettono la vita quotidiana, la natura e gli usi e costumi delle tribù con talvolta un senso filosofico.

È così che una panoplia dei migliori gruppi di poeti amazigh, «Inachadane», di tutta la regione: Tighassaline, Ouaoumana, El Kebab, Aït Ishaq, Sidi Yahia ou Saad, Aghbalou, Zaouiate Cheikh, El Ksiba e Khénifra, sono venuti a prendere parte a questo raduno unico nel suo genere. In somma, il folklore del Medio Atlante è lontano dall'essere una manifestazione di circostanza, è piuttosto la cultura di un popolo dalle tradizioni ancestrali, ricche di eventi memorabili, leggende e costumi.

In effetti, la lingua Tamazight, corpus linguistico millenario, fa parte integrante del patrimonio culturale, riflette la mentalità di un popolo, il cui folklore esprime generalmente i bisogni degli uomini e delle donne che ne sono i riproduttori, con l'obiettivo di comunicare attraverso la musica, i gesti rituali e simbolici che compiono insieme, spesso spontaneamente. Si tratta di un'eredità attiva che si trasmette oralmente tra gli «Inachadane», di generazione in generazione, permettendo a ogni tribù di conservare la sua vera identità.

Il secondo versante che ha caratterizzato questo festival e al quale gli organizzatori hanno tenuto a dare ampio spazio è la fantasia (Tbourida), al fine di contribuire a valorizzare quest'arte equestre tradizionale. In effetti, quest'arte è radicata, da secoli, nella vita quotidiana delle diverse tribù del Medio Atlante, che si occupano con grande finezza dell'allevamento del cavallo. Occuparsi della cura e dell'addestramento per un equilibrio perfetto della coppia cavallo-cavaliere, equilibrio che deve permettere in ogni momento l'esecuzione della migliore delle figure, secondo gli ordini del cavaliere. Possedere un cavallo è un onore per ogni uomo della tribù, fa parte della cultura amazigh, in particolare, e della storia del Marocco, in generale. Per valorizzare questo patrimonio e le tradizioni equestri, una trentina di gruppi «serba» facenti capo ad Aït Ishaq, Ouaoumana, Tighassaline, Sidi Yahia ou Saad, Zaouiate Cheikh, El Ksiba, Tadla, Aghbala, Aghbalou e Khénifra sono stati invitati a prendere parte a questo importante festival che riflette nella sua globalità la retrospettiva storica delle tribù del Medio Atlante.

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