Al termine di una riunione tenutasi la scorsa settimana, il dipartimento di studi giuridici e scienze economiche della Facoltà polidisciplinare di Safi ha deciso di sospendere gli esami di S1, S2 e S3, invitando al contempo il preside a far rispettare la legge e le decisioni prese da questo dipartimento. Ha inoltre deciso di annullare l'autorizzazione di trasferimento firmata a favore dell'ex presidente del dipartimento, mettendolo a disposizione del preside e della presidenza dell'Università Cadi Ayad senza alcuna missione pedagogica. "Sono decisioni importanti che intervengono in un clima conflittuale segnato soprattutto da derive che sono state purtroppo trattate con molta tolleranza da parte del preside. Nessuna parte ha il diritto di prendere gli studenti in ostaggio nel quadro di un regolamento di conti strettamente personale!", si indigna un attore sindacale facendo riferimento ai comportamenti illegali che hanno motivato la decisione del dipartimento. I professori di studi giuridici e scienze politiche hanno a loro volta firmato una petizione in solidarietà con i loro colleghi, bersaglio di una campagna diffamatoria orchestrata da alcune parti che fanno di tutto per frenare il processo di riforme del dipartimento da alcuni mesi. Una solidarietà ribadita dalla sezione locale del Sindacato nazionale dell'insegnamento superiore a Safi. Quest'ultimo ha chiesto la tenuta di un'assemblea generale nel corso di questa settimana per dibattere dei problemi pedagogici e amministrativi dei diversi dipartimenti. Un'assemblea generale da cui scaturiranno decisioni importanti riguardanti soprattutto il calendario degli esami e la relazione con il preside. La Facoltà polidisciplinare di Safi si trova in zona di turbolenze dall'anno scorso. Ricordate, la studentessa Asmaa Bouday aveva depositato una denuncia presso il procuratore del Re al tribunale di prima istanza a Safi per molestie sessuali contro l'ex presidente del dipartimento di studi giuridici e scienze economiche. Un affare che aveva conosciuto diversi colpi di scena, a cominciare dal verbale di frode redatto dal suddetto professore contro la querelante. Lo stesso professore era stato oggetto di un'ondata di proteste iniziate dai compagni di Asmaa che avevano ricevuto a loro volta voti che implicavano la loro reiscrizione a uno dei moduli. Voti che avevano qualificato come ingiusti e che traducevano una misura punitiva presa dal professore di cui avevano reclamato la partenza. Asmaa Bouday aveva avuto ragione in seguito alla decisione del Consiglio della Facoltà di Safi che, dopo una perizia dei tracciati e l'audizione dello studente che aveva testimoniato contro Asmaa, si è finalmente pronunciato a favore di quest'ultima, sospendendo lo studente che aveva reso una falsa testimonianza. La sezione locale del Sindacato nazionale dell'insegnamento superiore aveva a sua volta reagito a questo affare deplorevole, condannando le derive che ledono la notorietà e l'immagine della facoltà e dei professori ricercatori. I professori del dipartimento di scienze giuridiche ed economiche avevano, dal canto loro, preso posizione organizzando un'assemblea straordinaria per eleggere un nuovo presidente al posto del professore accusato in questo affare. Partiti politici, sindacati, associazioni dei diritti dell'Uomo, associazioni femminili, educative e culturali, studenti e genitori avevano anch'essi fatto sentire la propria voce e partecipato al sit-in organizzato dalla coalizione locale per la difesa dell'inviolabilità degli istituti universitari a Safi davanti alla sede della wilaya lo scorso luglio. Avevano tutti scandito slogan contro le molestie sessuali alle studentesse e le diverse forme di depravazione che infangano l'immagine degli istituti universitari, ribadendo la loro piena solidarietà con Asmaa Bouday.
Notizia 21 Jan 2014 3 min di lettura
Gli esami della filiera giuridica della FP di Safi rimandati alle calende greche

