Una conferenza sul tema «dalla COP21 di Parigi alla COP22 di Marrakech: le competenze regionali al cuore del dibattito climatico mondiale» è stata organizzata sabato a Oujda dall'Università Mohamed 1er e dall'Associazione degli ingegneri della scuola Mohamadia.
Iniziato in collaborazione con l'ufficio dell'Unesco a Rabat e l'Agenzia dello sviluppo della regione dell'Orientale, questo incontro è stato l'occasione per rilevare la dimensione regionale e locale del dibattito mondiale attorno al cambiamento climatico. Esprimendosi in questa occasione, il presidente dell'università Mohamed Benkaddour ha chiamato le istituzioni universitarie, scientifiche, economiche, politiche e della società civile a concepire iniziative efficaci al fine di contribuire all'elaborazione di un progetto completo e integrato, mettendo in evidenza la concezione marocchina delle questioni del cambiamento climatico, in armonia con i suoi bisogni e i suoi impegni di sviluppo.
Ha anche espresso l'impegno dell'Università Mohammed Premier a fornire gli sforzi necessari per lo sviluppo della ricerca scientifica in questo campo, e ad apportare il sostegno materiale e logistico alle diverse attività e programmi volti ad affrontare i cambiamenti climatici.
Da parte sua, il segretario generale della prefettura della regione dell'Orientale, Abderrazak Kourji, ha notato che la tenuta della COP22 a Marrakech testimonia l'impegno forte ed effettivo del Marocco per la protezione dell'ambiente, così come costituisce una fonte di orgoglio per tutti i marocchini, chiamando così alla mobilitazione di tutti per riuscire in questo evento internazionale.
Da parte sua, la presidente dell'associazione dell'AIEM, Monia Bousseta, ha rilevato che il trattamento della problematica del cambiamento climatico, che preoccupa l'opinione pubblica, esige il contributo dei diversi attori della società civile e l'elaborazione dei meccanismi che permettano di trasmettere le tecnologie, rafforzare le competenze e aiutare i paesi, in particolare i più poveri o in via di sviluppo, a prevenire i rischi del riscaldamento climatico.
Inoltre, Monia Boussetta ha salutato il grande interesse accordato al Marocco in questo campo, per i suoi impegni ad aderire volontariamente agli sforzi internazionali volti a ridurre l'emissione dei gas a effetto serra, e per il suo ruolo importante a livello africano per l'attuazione dell'accordo di Parigi.
Da parte sua, il responsabile dell'ufficio Multi Paesi dell'Unesco per il Maghreb, Hassan Belkinani, ha notato che la società civile è consapevole dell'importanza del contributo degli attori locali e regionali nella risoluzione delle problematiche legate all'ambiente e della necessità di concertare gli sforzi al fine di affrontare questo flagello.
Sottolineando l'importanza di questo incontro, Hassan Belkinani ha concluso che esiste una grande mobilitazione nella regione a livello degli attori istituzionali e della società civile al fine di dare un valore aggiunto al dibattito attorno ai cambiamenti climatici.
Questo incontro, tenutosi alla presenza di esperti, decisori e attori pubblici, privati e della società civile nella regione, ha verteva su diverse tematiche relative alle sfide climatiche mondiali, in particolare «L'attuazione dell'accordo di Parigi e la preparazione della conferenza di Marrakech», «La strategia dell'Università Mohammed Premier nello sviluppo sostenibile» e «Il ruolo del settore privato nella promozione dell'economia verde».

