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Notizia 03 Apr 2013 3 min di lettura

I negozianti di bazar di Marrakech escono dai gangheri

- I negozianti di bazar denunciano le pratiche illegali di alcune guide.
- I turisti vengono diretti verso alcuni bazar privilegiati favoriti dai tour operator e dalle agenzie di viaggio.
I negozianti di bazar di Marrakech escono dai gangheri

L'Associazione dei commercianti ed esportatori dei prodotti dell'artigianato di Marrakech è uscita dai gangheri per denunciare quella che definisce «Mafia del turismo» nella Città ocre e far sapere il suo malcontento di fronte alle pratiche sleali a cui si dedicano alcuni negozianti di bazar in connivenza con guide e tour operator senza scrupoli. L'Associazione elenca una serie di pregiudizi di cui sono oggetto quotidianamente i negozianti di bazar della piazza Jamaâ El-Fna da parte di guide e procacciatori al soldo di bazar noti a tutti in città per queste attività illegali. I protestatari, che dicono di vivere momenti difficili e che non riescono più a vendere i loro prodotti, si indignano per le pratiche imposte da questi accompagnatori, che consistono nel dirottare i turisti verso i commerci e le boutique dei loro mandanti dietro commissione. Gridano, in questo contesto, allo scandalo per le conseguenze nefaste di queste pratiche, denunciano fermamente la passività delle autorità e delle istanze interessate e affermano che il loro calvario è durato fin troppo. «Non si può che deplorare la situazione critica in cui vegetano i negozianti di bazar della piazza Jamaâ El-Fna, di cui un gran numero sopravvive in condizioni allarmanti a causa dell'assenza di turisti», sottolinea con amarezza un negoziante di bazar. Oltre alla formula «All inclusive» che ha invaso la maggior parte delle unità alberghiere, i turisti vengono diretti unicamente, dietro commissione, verso tre o quattro bazar della città, rileva. Il colmo, prosegue il nostro interlocutore, è che ci sono tour operator e agenzie di viaggio ricettive che sono coinvolti anch'essi in questo inganno, facendo sapere a questo proposito che questi T.O. e agenzie di viaggio percepiscono da parte di questi bazar anticipi che vanno da 50.000 a 100.000 DH prima dell'inizio di ogni stagione turistica. «È giunto il momento che le autorità reagiscano per porre fine al pregiudizio che subiscono i negozianti di bazar della piazza Jamaâ El-Fna che continuano a soffrire il martirio. Un intervento energico e serio dovrebbe essere sollecitato nel più breve tempo possibile al fine di difendere gli interessi legittimi dei negozianti di bazar vittime di tale inganno», insiste. In attesa che una soluzione venga trovata dai pubblici poteri, i bazar girano al rallentatore.


I negozianti di bazar confrontati con la concorrenza

I negozianti di bazar subiscono in pieno la concorrenza. La maggior parte dei prodotti sono fabbricati a mano dagli artigiani marocchini. La materia prima, il tempo investito fanno sì che questi prodotti artigianali siano molto spesso più cari dei prodotti industriali. La concorrenza è anche pregiudizievole per questo commercio locale. Altri paesi come la Cina, la Turchia e la Spagna offrono prodotti a prezzi più accessibili. È per questo che i negozianti di bazar si rivolgono ormai alla clientela marocchina. Fortunatamente, i marocchini hanno un interesse crescente per il loro artigianato e sono consapevoli dei problemi incontrati da questo settore di attività.

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