Sotto l'egida del ministero del Turismo, la Rete di sviluppo turistico rurale del Sud del Marocco (RDTR) e l'Università Ibn Zohr hanno organizzato ad Agadir, l'8 e il 9 giugno 2012, una Conferenza-forum internazionale sul tema «Turismo e cambiamento climatico in Marocco e nella regione mediterranea: Una sfida globale, soluzioni locali».
Questa conferenza-forum, la cui cerimonia di apertura è stata presieduta dal wali della regione Souss-Massa-Drâa, alla presenza in particolare del presidente del Consiglio regionale, del presidente del Consiglio prefettizio e del deputato-sindaco della città, si inserisce nel quadro di una volontà locale di sviluppare la ricerca di soluzioni alla problematica del turismo e del cambiamento climatico.
Dopo aver affrontato questa problematica in due sessioni plenarie, i partecipanti hanno poi lavorato in workshop: workshop 1A e 2A: Turismo sostenibile e cambiamento climatico; workshop 1B: adattamento dell'offerta turistica al cambiamento climatico.
È opportuno sottolineare la grande qualità degli interventi in questa conferenza-forum a cui hanno preso parte eminenti specialisti nazionali e internazionali.
Il Marocco è un caso interessante per la sua grande diversità geografica (litorale, montagna, oasi, deserto..) e la vulnerabilità dei suoi ecosistemi.
E come stipula la «Dichiarazione di Davos», è imperativo mettere in atto una strategia volta alla riduzione dei gas a effetto serra (GES) e misure di implementazione di un turismo sostenibile attraverso programmi istituzionali volti a far conoscere, sensibilizzare e incitare gli attori turistici a considerare le sfide del cambiamento climatico come un vero progetto di società.
Si ricorda che il turismo è responsabile di circa il 5% delle emissioni globali di CO2, ovvero il 4,6% del riscaldamento climatico. È ben evidente che il settore dei trasporti è il più inquinante poiché costituisce il 75% delle emissioni di GES imputabili al turismo e in particolare il traffico aereo. Il settore alberghiero è responsabile, dal canto suo, di quasi il 20% delle emissioni del settore a causa dell'aria condizionata, del riscaldamento, della manutenzione… Secondo l'OMT, l'aumento dei flussi di viaggiatori potrebbe far aumentare le emissioni di GES del 150% nel corso dei prossimi tre decenni. Da qui la necessità di prendere misure concrete urgenti come l'implementazione di un management ambientale.
Con l'aumento del cambiamento climatico, il clima non deve più essere al centro della scelta di una destinazione turistica. L'indice di comfort climato-turistico che riprende i principali dati meteorologici di una destinazione data è uno dei fattori chiave della motivazione, e quindi della decisione d'acquisto dei visitatori potenziali. Questo indice mostra che oltre i 31°C, il comfort del turista inizia a essere messo in discussione. Di conseguenza, l'aumento delle temperature non è sempre sinonimo di soddisfazione dei turisti.
E tra gli altri impatti negativi del cambiamento climatico che hanno implicazioni dirette o indirette sul presente e il futuro del turismo, si possono citare: l'innalzamento del livello dei mari e la modifica o addirittura l'erosione dei litorali; il calo delle risorse idriche e le difficoltà di approvvigionamento; la carenza di energia; la desertificazione, le perdite di spazi forestali, l'arretramento degli spazi innevati e altri cambiamenti paesaggistici, da cui la diminuzione dei sensori per il carbonio; le minacce che incombono sulla biodiversità (un aumento di 1,5 a 2,5 gradi metterebbe in pericolo il 20 al 30% della fauna e della flora nel mondo); le estati canicolari e altre catastrofi naturali di grande portata; l'aumento dei rischi sanitari; la vulnerabilità della sicurezza alimentare (aumento dei costi e calo delle superfici coltivabili), l'impatto economico che è stimato da 2 a 50 euro per tonnellata di carbonio emessa.
Inoltre, il cambiamento climatico sta modificando i modelli turistici stagionali. Le pratiche adottate dai turisti nei prossimi anni parallelamente a questo cambiamento riguarderanno nuovi modelli non ancora definiti.
Il Mediterraneo rappresenta l'1,5% della superficie terrestre e ospita quasi il 10% della flora mondiale. Il suo alto tasso di biodiversità lo rende particolarmente vulnerabile agli eventi climatici.
La costa mediterranea che comprende 21 paesi è la destinazione turistica più popolare del mondo; attrae il 30% dei flussi turistici e dei ricavi del turismo mondiale con una crescita del 3 al 4% dal 2000. Il turismo è quindi diventato la prima fonte di valuta in questa regione.
In Marocco, le osservazioni climatiche degli ultimi decenni mettono in evidenza lo sviluppo della desertificazione, della progressione del clima semi-arido verso il Nord del Regno, delle carenze d'acqua, una copertura vegetale indebolita, una riduzione dell'innevamento, impatti sull'agricoltura e la moltiplicazione degli incendi. E parallelamente a queste modifiche, la frequenza dei temporali nell'Atlante genera ormai numerose inondazioni.
Quanto alle emissioni dei gas a effetto serra, sono valutate a 75 milioni di tonnellate-equivalente CO2 nel 2004, il che rappresenta 2,5 tonnellate-equivalente CO2 per abitante all'anno. Numerose misure sono state prese per attenuare questi impatti, l'obiettivo essendo di riportare questo tasso a 52,9 milioni di tonnellate-equivalente CO2 all'anno all'orizzonte 2030. Tuttavia, rispetto ad altri paesi, il Marocco emette solo pochi GES, ma non per questo rimane meno vulnerabile. Da qui la necessità di sviluppare meccanismi e tecniche di adattamento e attenuazione integrati in una politica globale di sviluppo sostenibile.
Il Marocco ha anche privilegiato il management ambientale turistico e alberghiero e in particolare l'efficienza energetica. Questa volontà è stata rafforzata nella Vision 2020 dove lo sviluppo sostenibile è posto al centro della strategia.
È opportuno notare infine che questa conferenza-forum è la prima in Marocco a essere posta sotto il segno: Carbonio neutro. Ciò si è tradotto nella pratica da un certo numero di misure concrete prese a livello dell'organizzazione sul piano dell'energia, la confezione degli strumenti di lavoro (badge e borse…), gli spostamenti dei partecipanti…
Notizia 12 Jun 2012 5 min di lettura
Conferenza-forum internazionale di Agadir: Adattare l'offerta turistica al cambiamento climatico

