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Notizia 09 Oct 2026 4 min di lettura

Si terrà dal 17 al 24 ottobre a Fès: La 18ª edizione del Festival della Cultura Sufi mette la poesia mistica al centro dell'attenzione

Si terrà dal 17 al 24 ottobre a Fès: La 18ª edizione del Festival della Cultura Sufi mette la poesia mistica al centro dell'attenzione
Arte contemporanea africana: La 18ª edizione del Festival di Fès della cultura sufi si terrà dal 17 al 24 ottobre sotto il tema «La poesia mistica, elisir di guarigione», con un programma che riunisce concerti, rituali, incontri intellettuali ed esperienze artistiche attorno alla spiritualità e alla ricerca di senso. Posta sotto l'Alto patrocinio di Sua Maestà il Re Mohammed VI, questa edizione intende fare di Fès uno spazio di incontro tra le eredità spirituali del Marocco e le saggezze del mondo, attraverso una programmazione che esplora il ruolo della poesia e della bellezza «in un mondo segnato da ferite e prove». Città di sapere e di trasmissione, Fès costituisce l'ancoraggio di questa manifestazione, in particolare per il suo patrimonio spirituale fondato su una concezione della conoscenza che associa l'intelligenza all'etica e la ricerca della bellezza a quella del senso, secondo un comunicato dell'Associazione del Festival di Fès della cultura sufi. Il concerto inaugurale, previsto il 17 ottobre a Bab El Makina sotto il titolo «Sentieri dell'amore spirituale», aprirà questa edizione con i canti e la hadra arabo-andalusa della tradizione harrâqie, con la partecipazione di Nabyla Maan. Per tutta la settimana, le serate di samâ‘, o ascolto spirituale, celebreranno le tradizioni delle tariqa Qadiriya Boutchichiya, Charqawiya, Ouazzaniya, Rissouniya e Sqalliya, illustrando la ricchezza delle vie sufi marocchine e la vitalità della loro trasmissione. La programmazione si aprirà anche a diverse tradizioni musicali del mondo. Il 18 ottobre, Shuaïb Aftab Qawwal farà ascoltare il canto sufi del Pakistan attraverso un omaggio al poeta e filosofo Mohammed Iqbal, mentre il 21 ottobre, Ustad Wasifuddin Dagar presenterà «Il soffio dell'eternità», dedicato al canto ancestrale dhrupad dell'India del Nord. Il 23 ottobre, Daoud Konaté, dalla Costa d'Avorio, ed Enris Qinami, dall'Albania, faranno risuonare i loro canti spirituali a Jnan Sbil, prima della creazione «Viaggio dall'Oriente verso l'Occidente» con la partecipazione di Marouane Hajji. Altri incontri artistici sono in programma, tra cui una creazione di Tristan Driessens e Luthopia, con Arianna Savall al canto e all'arpa, ispirata ai canti mistici di Ildegarda di Bingen, oltre a «Ibn al-Khatîb e la Città dell'amore», con Françoise Atlan e Kamal Hafid. Il 22 ottobre, «Bach e Rûmî» con Leili Anvar e Claire Antonini, proporrà un dialogo tra due universi artistici e spirituali, mettendo in luce la profondità dell'esperienza interiore. La poesia sarà esplorata anche attraverso altre forme di espressione, tra cui la cerimonia giapponese del tè, il chanoyu, proposta dal Maestro Miyuki, nonché laboratori di dhikr con Enris Qinami e «I Giardini interiori, quando la poesia respira», con Najoua Ajjour e Mathieu Beley. La programmazione comprende inoltre mostre di Odile Guinand e Marie Pourchot, nonché la proiezione del film «I costruttori dell'Alhambra» di Isabel Fernández, prolungando la riflessione sulla spiritualità e la bellezza attraverso le arti visive e il cinema. Le tavole rotonde costituiranno, da parte loro, uno spazio di riflessione attorno a tematiche come «La bellezza può salvare il mondo?», «Il Mathnawî di Rûmî: una ricerca di guarigione», «La prova trasfigurata nei grandi testi sacri» e «Poesia e guarigione, la via terapeutica di Sami-Ali». Questi incontri permetteranno di mettere in dialogo creazione, pensiero ed esperienza interiore, interrogando al contempo la dimensione sensibile dell'esperienza religiosa e la capacità dei racconti di accompagnare la prova. La serata di chiusura, prevista il 24 ottobre sotto il titolo «Ebbrezze», riunirà il samâ‘ arabo-andaluso e i Dervisci di Aleppo, con Wasim Arslan, Anas Al Attar e Noureddine Tahiri, in un ultimo omaggio alla poesia dell'amore spirituale. Da Bab El Makina ai giardini di Jnan Sbil, passando per il Souk Semmarine e gli altri spazi di incontro della città, questa 18ª edizione intende offrire al pubblico marocchino e internazionale un'esperienza della cultura fondata sull'incontro, l'ascolto e la trasformazione del rapporto con il mondo.

Questo articolo è riportato come estratto. La versione integrale è pubblicata dalla testata di origine.

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