Mohammedia non è totalmente al riparo dalle piene dell'oued Maleh, come quelle che avevano devastato la città nel 2002. Il dispositivo di protezione contro le inondazioni, messo in atto da allora, aveva dimostrato la sua efficacia e permetteva alla città di sopportare, senza troppi danni, una portata di 140 m3/s. Una portata equivalente è stata d'altronde rilevata il 14 novembre 2002 e che ha assunto importanza nei giorni seguenti. Questo constatato è la conclusione di uno studio sulla protezione della città di Mohammedia contro le inondazioni, presentato mercoledì scorso durante una riunione tenutasi alla presenza di Charafat Afilal, ministro delegato incaricato dell'Acqua e il governatore della prefettura, Ali Salem Cheggaf, nonché dei responsabili dell'Ufficio nazionale dell'elettricità e dell'acqua potabile e dell'Agenzia del bacino idraulico del Bouregreg e della Chaouia. Il rapporto, realizzato da uno studio di consulenza marocchino, suona il campanello d'allarme a proposito della questione. Secondo questo studio, le opere messe in atto all'indomani delle piene dell'anno 2002, in particolare il canale di scarico, la diga e gli argini, non assicurano una protezione al cento per cento della città contro le inondazioni. Gli autori dello studio assicurano che anche se i rischi si sono attenuati, è comunque necessario procedere al più presto al consolidamento del dispositivo esistente. Il rapporto sottolinea anche la necessità di valorizzare e di mettere a contributo la zona umida in prossimità del golf di Mohammedia, nonché le «Dayas» (stagni temporanei) nel comune di Beni Yakhlef, visto il loro ruolo importante nell'attenuazione della forza delle piene, come una diga naturale. Per proteggere definitivamente la città dai rischi delle inondazioni, soprattutto nella zona di Mohammedia-Ovest in prossimità delle unità industriali e della raffineria, una riunione tecnica si terrà prossimamente presso la prefettura di Mohammedia. L'obiettivo è definire i mezzi di difesa e soprattutto mobilitare i partner e le risorse necessarie per la realizzazione di questo piano di salvataggio. Un piano al quale saranno associati, oltre al ministero delegato incaricato dell'Acqua e la prefettura, il comune urbano di Mohammedia, l'Ufficio nazionale delle ferrovie (ONCF) e gli industriali.
Notizia 11 Jul 2014 2 min di lettura
La vulnerabilitĂ della cittĂ alle inondazioni messa a nudo

