Le autorità locali di Kénitra devono pronunciarsi la settimana prossima sui risultati dell'inchiesta lanciata, un mese fa, per identificare l'origine della famosa polvere nera, assicura una fonte vicina al dossier. Ma degli associativi locali non nascondono la loro inquietud quanto a questi risultati. Confidano che «per il momento, non c'è ancora nulla di ufficiale su questo affare. Si è tardato molto ad annunciare i risultati dell'inchiesta. Ma il comunicato diffuso dalla wilaya della regione, qualche giorno dopo lo scoppio dell'affare, nel febbraio scorso, sottolinea che la qualità dell'aria non pone problemi a Kénitra. Sostiene anche che è allo stesso livello delle altre città del paese. Eppure, lanciano le stesse voci associative, il fenomeno dell'inquinamento tocca l'insieme dei quartieri di Kénitra. «Lo stato della qualità dell'aria a Kénitra si è fortemente degradato e i suoi effetti sulla salute dei cittadini sono certi», sostiene El Madani El Maati, consigliere all'ufficio esecutivo dell'Associazione per la protezione dell'ambiente. Le confidenze di quest'ultimo a Libé, questo lunedì 5 maggio, non fanno dunque che confermare le informazioni che circolano in questi ultimi giorni nella regione, secondo le quali la famosa polvere nera esisterebbe ancora a Kénitra. «Vediamo ancora questo famoso fumo nero sulla città. La sua ampiezza è talmente importante che ciò lascia credere che l'unità che ne è la causa sia altrettanto grande», dichiara El Madani El Maati. Quest'ultimo, che qualifica di «cattiva» la qualità dell'aria nella città di Kénitra, prosegue, non senza rabbia: «Nel comunicato diffuso dalla wilaya, si rileva che l'origine della polvere nera sarebbe forse dovuta a unità industriali nella zona industriale. Ma il fatto è che sono piuttosto i camini della centrale termica a Kénitra che rigettano questi fumi neri. E francamente, non possiamo che porci la domanda: cos'è esattamente? E se non è un inquinamento, allora cos'è?». E il consigliere all'ufficio esecutivo dell'Associazione per la protezione dell'ambiente di suonare il campanello d'allarme: «Certo non vediamo più questo fumo nero nel corso della giornata come prima. Ma è soprattutto la sera che questo famoso fumo si propaga. Qualche giorno fa, c'era dal lato di Oued Sebou, là dove c'è appunto la centrale termica, una grande nuvola di fumo nero che se ne sprigionava. Abbiamo d'altronde delle foto che attestano questo dato». Interrogata sui risultati dell'inchiesta lanciata, più di un mese fa, Sanaâ Bouchra, responsabile dell'Osservatorio regionale dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile (OREDD) dichiara a Libé: «I risultati sono appena stati finalizzati. Per quanto ci riguarda all'OREDD, stiamo preparando una giornata d'informazione presso la società civile per tenerla al corrente dei risultati dell'inchiesta condotta dalla commissione di controllo a livello delle unità industriali della città, nonché dei risultati del laboratorio del ministero che ha, dal canto suo, fatto la valutazione della qualità dell'aria a livello di questa città». La responsabile dell'OREDD aggiungerà, categorica: «Dall'inchiesta che abbiamo condotto sul posto e che è durata più di un mese, devo dire che questo fumo è veramente molto attenuato. E non c'è pericolo per gli abitanti». Interpellata anche sulle accuse degli associativi locali che puntano il dito contro la centrale termica di Kénitra, Sanaâ Bouchra tiene a sottolineare: «Per quanto riguarda la fase attuale, abbiamo soprattutto preso di mira le unità della zona industriale che sono potenzialmente sospettate di aver contribuito a questo inquinamento in maniera diretta o indiretta. Per quanto riguarda la centrale termica, bisogna dire che è una delle unità che prenderemo di mira in una prossima fase. È una delle installazioni che dovremmo normalmente approcciare indirettamente con la presenza di esperti e di elementi della Gendarmeria Reale». Prima di concludere: «Per il momento, è ancora presto per prevedere il trasferimento della centrale termica dell'ONE di Kénitra. Se veramente problema c'è, prevediamo diverse misure che potremmo mettere in atto prima di considerare la sua delocalizzazione. Per esempio, la messa in atto di filtri, di un sistema di auto-sorveglianza permanente, tra gli altri». Per promemoria, in seguito a una mobilitazione delle associazioni locali sul problema del "famoso fumo nero" che conosce in modo interrotto la città di Kénitra, le autorità locali avevano reagito. I responsabili della wilaya del Gharb Chrarda-Béni-Hssen avevano dichiarato che diverse misure sono state messe in atto, in coordinamento con tutti gli attori. Un piano d'azione sarebbe persino stato messo in atto per "chiarire" i pro e i contro del problema della misteriosa "polvere nera" che inquina l'aria della città.
Notizia 07 May 2014 4 min di lettura
Il mistero della “polvere nera” aleggia ancora su Kénitra

