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Fezouata è un comune rurale marocchino della provincia di Zagora, nella regione di Drâa-Tafilalet (precedentemente...

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Notizia 11 Nov 2009 2 min di lettura

Salvare e riqualificare le zone oasiane

Gli oasiani del Regno sono ormai rassicurati quanto alle prospettive di sviluppo dei loro perimetri.
Salvare e riqualificare le zone oasiane

Una garanzia maggiore sostiene questa affermazione: queste zone dispongono ormai di un'Agenzia nazionale per lo sviluppo, il cui direttore viene appena nominato, martedì a Erfoud, da S.M. il Re Mohammed VI.

Le zone oasiane, da Figuig a M'hamid El Ghizlane, da Tata a Guelmim e da Taghjijt ad Assa, fanno l'oggetto di molteplici misure e azioni che esigono tuttavia una migliore coordinazione e sincronizzazione. Uno dei compiti di questa agenzia sarebbe giustamente la messa in sinergia razionale delle diverse azioni di sviluppo che mirano a queste regioni.

Questa nuova struttura, a non dubitarne, interviene a punto nominato, nella misura in cui la problematica oasiana non lascia più posto alla cogitazione. Lo squilibrio tra, da una parte, la regressione permanente delle risorse e, dall'altra, la crescita dei bisogni delle popolazioni, è più che patente. Partendo da questo constato, la situazione esige interventi urgenti.

Tre piste da esplorare in quest'ottica: conservare, produrre e valorizzare. Diverse province interessate hanno visto, durante questi ultimi anni, il lancio di progetti relativi alla salvaguardia e la valorizzazione delle oasi, che sia a Guelmim, Assa, Tata, M'hamid El Ghizlane, Fezouata, Figuig o Zagora. Eccetto gli ultimi due anni, queste zone vivevano da oltre due decenni, al ritmo di un deficit idrico lancinante. Il degrado delle condizioni climatiche in generale ha fatto sì che le popolazioni abbiano avuto ricorso al pompaggio della falda, ciò che ha ben ovviamente causato il suo esaurimento e di conseguenza l'abbandono di centinaia di ettari di palmeti. Lo sviluppo di queste regioni passa così dalla piantagione, tanto quanto si può fare, di palme da dattero, ricorrendo alle risorse idriche attualmente mobilizzabili.

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