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Sidi Bennour (in arabo: سيدي بنور) è una città del Marocco. Si trova nella regione di Doukkala-Abda, a 70 km da...

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Notizia 22 Apr 2012 4 min di lettura

I cani randagi seminano il panico

Sono ovunque nelle strade, soli o in branco, i cani randagi non smettono di seminare il panico tra gli abitanti. Nessun quartiere fa eccezione.
I cani randagi seminano il panico

Che sia al «Souk di Sidi Bennour davanti al mattatoio», tra i quartieri o persino sui grandi viali, i cani sono presenti ovunque. Si crogiolano al sole, mangiano di tutto, rovesciando i bidoni della spazzatura, soprattutto in questo periodo. Per i Bennouri, l’unico modo per non essere attaccati è evitarli o fare una deviazione. La presenza di questi canidi, che sono tutt’altro che innocui, costituisce un pericolo reale e permanente. I cittadini morsi da queste bestie rischiano di essere infettati dal virus della rabbia, pertanto si impone una campagna di vaccinazione. Da qualche tempo, l’angoscia pervade gli abitanti, che cercano di capire le ragioni di questa proliferazione.

Chi ha dunque l’incarico di proteggere i cittadini da questo tipo di pericolo e cosa si deve fare per trovare una soluzione efficace a questo problema?

Un professionista del servizio veterinario della città risponde: «Per porre fine a questo fenomeno che purtroppo sta prendendo piede, esistono due soluzioni: vaccinare sistematicamente tutti i cani e i gatti che hanno un padrone ed eliminare tutti gli animali randagi che rappresentano un pericolo». Soffermandosi su questo punto, precisa che «il vaccino può ridurre il rischio di diffusione della rabbia del 70%». Inoltre, diversi fattori contribuiscono alla proliferazione di questi cani. «È soprattutto la mancanza di pulizia e igiene», spiega. Bisogna sapere che ciò che attira queste bestie è l’abbondanza di rifiuti domestici che includono ogni tipo di alimento».

La vaccinazione antirabbica

In effetti, i cani sono animali onnivori certo, ma essenzialmente carnivori, la cui alimentazione principale è costituita da carne e ossa, alimenti sufficientemente presenti nel quotidiano delle famiglie marocchine e quindi nei rifiuti che gettano nei loro bidoni. A ciò si aggiungono altri fattori, in particolare la mancanza di operazioni di raccolta dei cani randagi e di campagne di vaccinazione antirabbica. Approfittando del fatto che il cane è un animale che marca il più delle volte il proprio territorio, alcuni guardiani notturni addomesticano cani randagi che usano per la loro sorveglianza notturna nei diversi quartieri e arterie della città. Per lottare contro questo pericolo, si impone un’ampia campagna di vaccinazione da parte dell’Ufficio regionale di valorizzazione agricola, in collaborazione con i servizi veterinari e i diversi distretti della città. Questo programma dovrà essere incentrato su quattro punti: la riduzione del numero di cani randagi, la vaccinazione dei cani che hanno un padrone, la sensibilizzazione e l’informazione della popolazione sulla rabbia, nonché il rafforzamento della campagna di pulizia e igiene.

Inoltre, i servizi veterinari della città di Sidi Bennour, così come i servizi delle altre città della regione, dovranno continuare a vaccinare gli animali domestici gratuitamente per tutto l’anno. Quanto al programma di raccolta ed eliminazione dei cani e gatti dalle strade, dovrebbe anch’esso estendersi per tutto l’anno. Per quanto riguarda la vaccinazione dei cani randagi, che mira a decine di cani, dovrà essere stabilito un calendario per ogni distretto e ancor più per ogni città della regione, in particolare la città di Sidi Bennour…

La scelta del periodo di queste campagne non è tuttavia casuale. I responsabili dovranno pensare ai picchi stagionali legati all’attività di accoppiamento dei cani, in autunno e in primavera, quando si assiste spesso a una recrudescenza della rabbia.

I rischi della rabbia

La rabbia rimane la decima malattia infettiva mortale. È una malattia animale che può essere accidentalmente trasmessa all’Uomo a seguito del morso di un animale rabbioso. Costituisce un problema di salute pubblica in Marocco nonostante l’istituzione di un programma nazionale di lotta contro l’infezione dal 1986. I cani randagi costituiscono un focolaio endemico del virus della rabbia. Ecco perché i servizi veterinari interessati devono prendere le misure necessarie, poiché il problema può avere gravi conseguenze. Bisogna sapere che il cane è un animale che marca il suo territorio. Pertanto, quando viene catturato, libera il territorio che un altro cane verrà a occupare.

È necessario dunque vaccinare i cani esistenti per avere una tracciabilità e allo stesso tempo impedire ad altri canidi di arrivare da territori sconosciuti. La vaccinazione degli animali contro la rabbia è gratuita, ma il trattamento umano, invece, costa tra i 550 e i 600 DH. Per informazione, la rabbia non si trasmette solo tramite morso, ma anche tramite semplice graffio o leccata di una pelle escoriata. Il periodo di incubazione è solitamente di 20-60 giorni.

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