Compromessa quest'anno, la campagna agricola nella provincia di Safi è stata al centro dei dibattiti del comitato tecnico provinciale (CTP) riunito ultimamente sotto la presidenza del wali della regione, alla presenza delle autorità incaricate del settore. Nel corso di un'esposizione presentata per l'occasione, il DPA (direttore provinciale dell'agricoltura), Mustapha Ladnani, ha tracciato un quadro della situazione attuale del settore nella provincia ed esposto le misure prese per attenuare gli effetti nefasti della siccità.
La provincia di Safi è stata colpita da un'insufficienza pluviometrica. In effetti, il volume delle piogge registrato alla data del 12 aprile è stato di 202,6 mm, ovvero il 60% in meno rispetto a quello dello stesso periodo nel 2011. Il deficit ha impattato negativamente lo stato delle colture cerealicole e quello dei pascoli. Ha anche arrecato pregiudizio alla superficie globalmente seminata, particolarmente alle colture primaverili, in particolare il mais e i primizie, comprese le colture orticole in pieno campo. La riduzione rilevata in questo quadro è dell'8% rispetto alla superficie seminata durante la precedente campagna (219 839 ha contro 238 252 ha nel 2010-2011). In effetti, l'insufficienza delle piogge e il forte calo di temperatura registrato sono due fattori che, secondo il DPA, hanno fortemente ostacolato l'evoluzione normale dello stato vegetativo delle colture, in particolare in alcune zone interne dove le colture cerealicole hanno subito seri danni. In realtà, solo lo stato dell'1% di queste colture è giudicato buono, il resto, ovvero il 30%, è giudicato medio, il 49% debole e il 20% totalmente danneggiato.
Lo stato dei pascoli, relativamente rigenerato dopo le ultime precipitazioni, è considerato invece come medio nelle zone costiere e debole nelle pianure e negli altipiani interni. Riguardo alle misure preconizzate per attenuare gli effetti della siccità a livello dell'autorità di competenza della DPA di Safi, conviene precisare innanzitutto la messa in piedi a fine 2011 di un programma d'urgenza volto a sovvenzionare gli alimenti composti a beneficio degli agricoltori della provincia di Youssoufia. L'elaborazione di questo programma mira a fissare i prezzi di questi alimenti nel limite di 220 dirham al quintale, con presa in carico da parte dello Stato delle spese di trasporto dai centri di rifornimento fino ai diversi punti di vendita. La quantità sottoposta allora alla commercializzazione in questo quadro è stata di 166 000 quintali.
Per quanto riguarda Safi, c'è da segnalare che una prima dotazione di bilancio di 9 milioni di dirham, necessaria per l'acquisizione dei foraggi sovvenzionati destinati al solo settore formale (associazioni e cooperative) è già stata stanziata. Un mercato negoziato è già stato concluso, tenuto conto dell'urgenza imperiosa che necessita il sostegno da apportare agli agricoltori e agli allevatori. Per quanto riguarda l'acquisizione dell'orzo sovvenzionato, conviene tuttavia segnalare che il ministero di tutela ha già concesso una dotazione di 25 000 quintali destinata in particolare ai piccoli agricoltori della provincia. L'elaborazione delle liste è in corso di finalizzazione da parte dei comitati locali messi in piedi.
In breve, dopo un dibattito ricco, il DPA ha anche apportato risposte a numerose domande poste sotto forma di raccomandazioni e riguardanti generalmente l'aumento della dotazione iniziale destinata a sovvenzionare gli alimenti foraggeri, il sostegno e l'aiuto da apportare ai piccoli agricoltori, la preservazione del bestiame, l'apertura di cantieri in ambiente rurale nella prospettiva di creare opportunità di lavoro al fine di evitare il fenomeno dell'esodo verso le città. Si è anche parlato dell'alleggerimento dell'indebitamento degli agricoltori, dell'approvvigionamento di acqua potabile di alcuni comuni rurali, come quelli di M'Rasla, Sidi Tijji e Khémis N'Ga, dove le popolazioni continuano a consumare l'acqua stoccata in quelli che vengono chiamati i «matfia» o «mtafis».
Altra doglianza emessa, quella della riapertura di alcuni pozzi finora chiusi con il desiderio di vederli attrezzati con mezzi di pompaggio e sfruttati dalle popolazioni che soffrono della penuria o della rarità dell'acqua.
Il wali della regione si è anche compiaciuto della natura del dibattito, mettendo l'accento sulla politica adottata dal nostro paese che ha optato all'indomani dell'indipendenza per la politica delle dighe, nel momento in cui paesi vicini si erano impegnati nella via dell'industrializzazione. Ha ricordato il lancio del Piano Marocco Verde e la necessità di dinamizzarlo affinché ne beneficino direttamente gli agricoltori. Del resto, la sensibilizzazione e la presa di coscienza riguardo a questo programma dovrebbero incitare gli agricoltori e tutti gli intervenuti ad aderirvi massicciamente e positivamente.
Questa situazione non ha mancato di trascinare conseguenze sui prezzi degli alimenti di foraggio che, ricordiamolo, sono saliti di conseguenza, passando da 30 a 35 dirham per una balla di paglia, da 5,2 a 5,5 dirham per il chilo di orzo, poi da 3 a 3,3 dirham per il chilo di crusca, da 3,2 a 3,5 DH/kg per la polpa (barbabietola) e da 2,8 a 3,2 DH/kg per gli alimenti composti. Tutti questi foraggi sono, secondo il DPA, in questo momento disponibili sul mercato locale, ma a prezzi relativamente elevati in confronto con quelli praticati durante la precedente campagna. Questo aumento varia tra il 18 e il 44%.

