Il Festival Marrakech du Rire è diventato nel corso degli anni una vera vetrina culturale di un Marocco della tolleranza e della convivenza, afferma l'umorista, attore e produttore franco-marocchino Jamel Debbouze. Attraverso la partecipazione di umoristi che rappresentano diverse religioni e culture, e la presenza di un pubblico cosmopolita, questo evento culturale veicola messaggi di tolleranza e di pace e crea ponti tra le diverse culture, ha aggiunto sabato a Marrakech, durante un punto stampa in compagnia degli umoristi partecipanti a questa manifestazione culturale. Jamel Debbouze, ideatore del Festival, ha sottolineato che questa manifestazione è diventata un evento culturale di portata internazionale, facendo sapere che sarà trasmesso da diverse emittenti nazionali ed estere. Ha, d'altra parte, messo in risalto il lavoro «formidabile» compiuto da tutti i membri del comitato organizzativo, con una programmazione ricca ed eclettica, notando che gli umoristi sollecitati rispondono ogni anno presente per esibirsi sul palco a Marrakech. Questa 3ª edizione ha «guadagnato in maturità ed è stata un vero successo con spettacoli letteralmente a porte chiuse», si è rallegrato Jamel Debbouze. Da parte sua, il direttore artistico del Festival du Rire di Marrakech, Hassan El Fad, ha sottolineato che la halqa come fonte di ispirazione e patrimonio marocchino ancestrale, si è imposta fin dall'inizio del Festival ed è diventata una tradizione in questo evento culturale. L'umorista marocco-ivoriano, Tahar Lazrak, noto con l'appellativo artistico di Wallace, che si esibisce sui palchi dei paesi dell'Africa occidentale, ha dal canto suo rilevato che il Festival di Marrakech du Rire è una bella storia che continua, aggiungendo che partecipando a questo Festival, sta realizzando il suo sogno. Gli altri umoristi partecipanti si sono rallegrati della loro partecipazione al Marrakech du Rire che conosce di anno in anno un franco successo e comincia a farsi strada tra i festival internazionali della risata. Hanno, inoltre, rilevato che offre l'occasione agli umoristi in erba di mostrare i loro talenti in vista di intraprendere una carriera professionale. Il Marrakech du Rire, che proseguirà fino al 9 giugno corrente nella città ocra, è arricchito dalla partecipazione di artisti noti al pubblico tra cui Hassan El Fad che presenterà in serata speciale sabato 8 giugno, il suo ultimo show intitolato Ain Sebaâ, una sorta di autobiografia presentata in modo comico, che racconta i ricordi d'infanzia dell'attore così come le sue peripezie nel quartiere dove è nato. I festivalieri avranno, inoltre, modo di apprezzare spettacoli che saranno presentati da attori marocchini e stranieri, come Haroun, Ekko, Kamar, Malik Bentalha e Youssef Kssiyer. Uno dei momenti forti di questo Festival è la presentazione sul palco di tecniche artistiche più attraenti, tra le altre, il mimo e le marionette, rispettivamente trascritti da Patrice Thibaud e dall'illustre famiglia Burattini. Quanto alla serata di chiusura «il Gala», che si svolgerà al mitico Palazzo Badii, vedrà la partecipazione di grossi calibri della comicità internazionale, come Jamel Debbouze, Franck Dubosc, Anthony Kavanagh, Jonathan, Lambert Audrey, Lamy Kamel il mago. Nel menu di questa edizione figurano anche spettacoli inediti con l'attore Eko di Abderramane Ouaabad con il suo nuovo spettacolo intitolato «Ch'tatata», un vero viaggio nell'infanzia e nell'adolescenza dell'attore passando per la sua scolarità. I festivalieri saranno anche all'appuntamento con uno spettacolo del Jamel Comedy Club, con la regia di Franck Cimière. Questo spettacolo collettivo sarà portato da Jean-François Cayrey, Malik Bentalha, Redouanne Harjane, D'jal, Noman Hosni, Waly Dia e Tony Saint Laurent. Oltre agli spettacoli di risate, il Festival prevede anche masterclass a beneficio di giovani artisti, uno spettacolo di circo con il collettivo «Eclats de Lune», oltre a proiezioni in piazza Jemâa El Fna dei film comici classici «Il monello» e «Il circo».
Notizia 09 Jun 2013 4 min di lettura
Evento culturale di portata internazionale
«Il Festival di Marrakech du Rire, una vera vetrina culturale di un Marocco della tolleranza e della convivenza», Jamel Debbouze

