La città di Khouribga ha ospitato, mercoledì scorso, una manifestazione scientifica organizzata dall'Università Hassan I e dalla Facoltà polidisciplinare di Khouribga, in collaborazione con l'Ordine degli esperti contabili (regioni di Casablanca, Centro, Tensift e Sud) e la Camera di commercio e d'industria di Khouribga.
Organizzato sul tema «Il settore informale in Marocco: cancrena o opportunità?», questo convegno ha visto la partecipazione dei responsabili dei dipartimenti universitari e degli istituti pubblici e privati interessati.
I diversi interventi hanno permesso di definire i legami di inclusione o esclusione che intrattengono i settori informali e formali. Si è trattato anche di considerare, in alcuni casi, l'informale come un ostacolo alla crescita e allo sviluppo, mentre si rivela essere, in molti paesi, un'attività economica completa. Ciò, in particolare, attraverso le sue strutture che assorbono i problemi dell'occupazione.
L'approccio partecipativo nell'inserimento dei venditori ambulanti è stato ugualmente evocato, sulla base di uno studio che ha riguardato 1.700 venditori ambulanti a Khouribga. Gli intervenuti hanno, nella stessa occasione, sollevato l'esperienza di «Entreprendre Maroc» che ha permesso ai giovani imprenditori di beneficiare di crediti e di creare le proprie imprese. L'obiettivo promettente, è stato precisato, è di «creare» datori di lavoro in grado di fornire una risposta alla problematica dell'informale.
Le sfide giuridiche e fiscali del settore informale sono state sollevate anche per fornire spiegazioni riguardanti la contabilità dell'informale, il marketing in uso in quest'ultimo, i microcrediti, gli aspetti finanziari, ecc.
Questo convegno è stato segnato dalla firma di una convenzione di partenariato tra la Facoltà polidisciplinare di Khouribga e l'Ordine degli esperti contabili presenti durante la giornata, offrendo vantaggi da entrambe le parti. I partecipanti hanno anche assistito a un intervento in videoconferenza del professor Juan Elias Chebly delle Nazioni Unite, specialista dei paesi in via di sviluppo, che ha insistito sulla formazione come mezzo di lotta a monte contro la povertà.

