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Storia e memoria 28 Jan 2015 2 min di lettura

Tawersa di Zagora avvia il dibattito sulla storia e la memoria amazigh

Tawersa di Zagora avvia il dibattito sulla storia e la memoria amazigh

Quando la storia non è fedele, la memoria diventa un passaggio necessario, anzi indispensabile per ristabilire i fatti reali. Non si è smesso di ripetere questo messaggio incitativo, lo scorso fine settimana a Zagora, durante la celebrazione di Tawersa amazighe, ovvero la festa di fine anno, secondo il calendario amazigh. Mohamed Latif, Lahecn Ait Lafquih, Zayd Ouchna e Mohamed Alilouch lo hanno ben sottolineato.

Gli aspetti dell'antropologia, della storia e delle pedagogie moderne sono stati tutti sollevati. Come si possono adattare i programmi scolastici alle zone amazigh affinché rispondano agli imperativi linguistici, culturali, ma anche spaziali? Una sorta di giustizia in grado di riabilitare l'uomo amazigh nei suoi diritti. L'inizio, secondo loro, sarebbe una decisione che considera la fine dell'anno amazigh (12 gennaio) come giorno festivo. La simbolica passa anche attraverso le arti. È per questo che il programma di Azetta amazigh di Zagora ha previsto l'Ahidous di Aït Hdidou, i Gnaoua di Zagora, Meryem Anouz e la giovane compagnia Tgrawla.

È stata una festa con questa danza che ricorda anche gli usi e i costumi delle tribù di questa zona. Mentre il verbo canta l'amore, la fraternità, il patriottismo e il valore, la danza, dal canto suo, mette in risalto fatti storici, ovvero le rivalità intertribali. Gli uomini vestiti di bianco, le donne con il mantello a righe marrone, la compagnia degli Ait Hdidou ha seminato gioia grazie ai ritmi e ai canti, ma anche grazie al pubblico interattivo che si è trasformato, per il tempo di un'esibizione, in un bel coro. «Il nostro obiettivo resta quello di contribuire alla preservazione della nostra cultura e di proporre alcuni elementi ai decisori politici alla luce dei dibattiti sui progetti delle leggi organiche», indica Mohamed Oulahsen, presidente di Azetta - Zagora.

E per dare ai festeggiamenti il tono del riconoscimento, gli organizzatori hanno deciso di rendere omaggio a diverse personalità che hanno apportato il loro tocco, il loro stile alle arti popolari della regione. L'animatrice di questa festa, la giornalista Zahra Hssayn, ha ben sottolineato il ruolo della donna nella preservazione della cultura amazigh per le generazioni future. L'attività, alla quale ha preso parte il governatore della provincia, ha attirato un grande pubblico. Il messaggio è ormai chiaro: lavorare insieme per la riabilitazione dell'amazigh nell'amministrazione pubblica. Di conseguenza, gli sforzi dovrebbero concentrarsi sui meccanismi istituzionali.

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