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Notizia 13 Jun 2012 3 min di lettura

Il cinghiale nel mirino

I rischi e gli effetti nefasti causati dal cinghiale, nella regione di Souss-Massa-Drâa, al centro di un incontro che ha riunito specialisti, scienziati e responsabili dei pubblici poteri.
Il cinghiale nel mirino

Un incontro scientifico sul cinghiale è stato recentemente organizzato a Tiznit, sul tema «agricoltura e cinghiale». È stato presieduto da Aziz Akhannouch, ministro dell'Agricoltura e della pesca marittima, alla presenza di Abdeladim El Hafi, alto commissario alle Acque e foreste e alla lotta contro la desertificazione. Questo incontro si inserisce nel quadro della gestione dei rischi e dell'impatto negativo dei cinghiali sulle colture. I lavori di questa riunione sono stati consacrati alla determinazione del quadro istituzionale e degli strumenti di regolazione. Poi ci si è soffermati sugli effetti di questo mammifero selvatico sull'agricoltura locale che si rivelano spesso nefasti. Lo stato dei luoghi e le testimonianze degli abitanti attestano la cosa. I partecipanti hanno, inoltre, proceduto alla valutazione delle misure prese per gestire i cinghiali, ispirate all'esperienza di tre paesi aventi un know-how in materia. Si tratta, beninteso, delle esperienze della Francia, degli USA e della Spagna. Hanno anche articolato i loro lavori attorno all'ecologia, alla dinamica delle popolazioni, al comportamento di questo animale, alle pratiche di caccia e alla valorizzazione del patrimonio faunistico di cui gode questa regione e di cui fa parte il cinghiale. Conformemente dunque alle raccomandazioni del piano direttore, relativo alla caccia, iniziato dal ministero di tutela e dall'alto commissariato alle Acque e foreste e alla lotta contro la desertificazione, quelle in particolare riguardanti la padronanza di questa specie, gli incontri sono stati un'occasione per scambiare dati riguardanti lo stato attuale di questa popolazione nella regione Souss Massa Draâ, per la misura dell'impatto dell'evoluzione dei cinghiali su questo territorio, che cela un potenziale floristico e faunistico importante, e sulle attività della popolazione rurale. I partecipanti hanno anche ricordato e valutato le disposizioni regolamentari e le pratiche messe in vigore per il mantenimento dell'equilibrio dell'ecosistema di cui fa parte il cinghiale. Gli scienziati, i ricercatori e i rappresentanti dei cacciatori hanno poi proceduto, al termine di questo incontro, alla presentazione del contesto nazionale, le sue specificità in particolare, e a quella dei dispositivi istituzionali e regolamentari di gestione del cinghiale in Marocco. Hanno iniziato, di conseguenza, la valutazione del dispositivo operativo di gestione del cinghiale, che si assegna come missione sia la difesa degli interessi agricoli, cinegetici e la preservazione della biodiversità. E per la perennizzazione della suddetta approccio di condivisione, si è proceduto alla rivelazione delle esperienze e dei metodi di monitoraggio della dinamica della popolazione di cinghiale e della sua ripartizione sullo spazio vitale nel quale è chiamata a evolvere.


I danni causati dall'animale

L'aumento della densità di cinghiali aggrava i rischi economici e minaccia le aziende agricole e le filiere di produzione vegetali e animali. I costi diretti e indiretti conseguenti ai danni causati dai cinghiali possono pesare pesantemente sulla redditività di un'azienda. L'economia di un'intera regione può essere disturbata e le conseguenze estendersi all'insieme della filiera di produzione.

D'altra parte, gli incidenti stradali provocati dalla grande fauna, ma principalmente dai cinghiali, la cui incidenza è largamente sottostimata, sono non solo sempre all'origine di danni materiali importanti, ma anche di perdite di vite umane.

Pertanto, una politica di prevenzione è indispensabile per limitare i danni sulle produzioni vegetali e animali. Allo stesso tempo, bisogna preservare questa specie di selvaggina e favorire tutte le azioni favorevoli all'instaurazione del famoso equilibrio agro-silvo-cinegetico.

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