Un convegno internazionale sul Sahara marocchino si è aperto giovedì a Settat, con la partecipazione di esperti e accademici marocchini e spagnoli.
Intervenendo all'apertura di questo incontro, Lhaiba Addi, presidente del Centro di studi e ricerche politiche e strategiche degli affari sahariani, organizzatore di questo evento, ha sottolineato che questo convegno si propone di aprire un dibattito, soprattutto tra i figli originari delle province del sud, sulla causa nazionale, così come offrirà l'occasione per i partecipanti di riflettere sulle azioni da condurre a livello degli attori istituzionali e della società civile per una mobilitazione globale nel senso della difesa della legittimità della causa nazionale.
La situazione attuale impone la necessitĂ di interrogare la realtĂ nazionale e internazionale ed effettuare una diagnosi della situazione sociale, politica, culturale ed economica nelle province del Sud, ha detto, affermando che la questione del Sahara marocchino necessita piĂą che mai l'apertura di un dibattito nazionale allo scopo di mettere a profitto le analisi pertinenti e di formulare raccomandazioni che possano contribuire ad aiutare i decisori.
Da parte sua, Ahmed Nejmeddine, presidente dell'Università Hassan 1° di Settat, ha messo in risalto l'importanza di questa manifestazione, che si iscrive nel solco della diplomazia accademica e che va di pari passo con le azioni diplomatiche dell'apparato esecutivo e legislativo, lo scopo essendo di arricchire il dibattito e di favorire una mobilitazione globale a favore del trionfo della causa nazionale, ricordando, per la stessa occasione, le azioni condotte da questa università in questo senso, in particolare l'organizzazione nel 2006 di un primo convegno a Settat sotto il tema ''Quale autonomia per le nostre province del Sud?'' e la pubblicazione dei lavori dei convegni organizzati rispettivamente a Laâyoune nel 2007 e a Dakhla nel 2008 riguardanti la questione del Sahara.
Ha anche chiamato al rafforzamento del ruolo che incombe alle universitĂ e agli studenti ricercatori per decorticare e autenticare i fatti e le realtĂ storiche che illuminano e valorizzano i legami secolari tessuti tra le province del Sud e il Trono durante la storia millenaria del Regno. Altri intervenuti hanno sottolineato i vantaggi che apporta il piano marocchino di autonomia come quadro di regolamento del conflitto artificiale del Sahara, mettendo l'accento sulle ampie prerogative che vi sono contenute e che superano di gran lunga le prerogative accordate a regioni in altri paesi. Hanno stimato che questa iniziativa, che beneficia di un ampio sostegno a livello internazionale, tanto da parte delle grandi potenze che delle Organizzazioni internazionali, rimane una soluzione seria e credibile per questo conflitto.
Gli intervenuti hanno rilevato, in questo stesso quadro, gli ostacoli che erigono i nemici dell'integritĂ territoriale davanti alla messa in opera di questa proposta per considerazioni legate a mire egemoniche.
Notizia 15 Jun 2013 3 min di lettura
Convegno internazionale a Settat sul Sahara

