Il via al 3° Festival «Cinema e memoria comune» è stato dato lunedì scorso a Nador, sotto il tema «Il Mediterraneo in questione». Organizzata dal Centro della memoria comune per la democrazia e la pace, questa manifestazione, che prosegue fino al 10 maggio corrente, ha acquisito un'identità singolare che la distingue dagli altri eventi cinematografici nel nostro paese. Non si tratta solo di visionare film, di dibatterne e di intraprendere lo scambio culturale, ma anche di mettere in atto i ponti imprescindibili del dialogo inter-mediterraneo. «Il nostro obiettivo», dichiara Abdessalam Bouteyeb, direttore del Festival, «è creare uno spazio di scambio e di dialogo tra gli attori mediterranei di ogni estrazione, che siano politici, economici o civili». E aggiunge: «La nostra vera sfida è riuscire a fare di questo dialogo-dibattito un nucleo duro di progetti comuni e di visioni condivise di un Mediterraneo dove regnano la pace, la democrazia e la giustizia sociale, e che consolida la dignità dei residenti delle due sponde». Per Abdessalam Seddiki, presidente di questa manifestazione, la terza edizione del Festival internazionale «Cinema e memoria comune» viene a consacrare l'esperienza per erigerla a tradizione. «Ciò che non era, qualche anno fa, che un semplice sogno», dice, «è ormai una realtà palpabile, una realtà che intende far prevalere i valori del mescolamento, del dialogo e del vivere insieme». Durante la serata inaugurale, sono stati resi omaggi all'Istanza equità e riconciliazione nella persona di Salah El Ouadie, e ad alcuni precursori della transizione democratica nel bacino mediterraneo, nello specifico lo spagnolo defunto Adolfo Suarez e il portoghese Mario Suarez, nonché ad altri artisti marocchini e stranieri che hanno brillato attraverso il loro immenso talento e la loro creatività rigogliosa, come l'attrice Naima Lamcharki, il filosofo, poeta e sceneggiatore mauriziano Khal Torabully e l'artista pittrice Louisa Moussetach. Il programma del Festival è proseguito, per la seconda giornata, con un convegno internazionale sul tema «Il Mediterraneo in questione». Le violente rivolte popolari che hanno scosso le società mediterranee sono state analizzate e commentate attraverso un certo numero di prismi, dando voce ai personaggi di queste rivolte e aprendo nuovi approcci comparativi a scala regionale e mondiale. Il suddetto convegno si è articolato attorno a quattro assi principali: «Le rivolte di ieri e di oggi: permanenze, rotture e mutazioni», «Cartografare le rivolte nel Mediterraneo: dove, come e perché?», «Tre anni dopo: l'ora dei bilanci» e «Le rivolte mediterranee viste da altrove». Inoltre, questa seconda giornata ha visto il lancio di una serie di laboratori di formazione nelle professioni del cinema (regia, sceneggiatura, recitazione) a beneficio dei giovani appassionati della settima arte. Questi ultimi riceveranno attestati di formazione alla fine dello stage. È da ricordare che lo scrittore marocchino Mohamed Achâari presiede la giuria della competizione ufficiale dei lungometraggi, mentre la competizione riservata ai film documentari è presieduta dal filosofo franco-mauriziano Khal Torabully. Il comitato scientifico è, dal canto suo, presieduto dallo storico marocchino Moussaoui Ajlaoui.
Festival 07 May 2014 3 min di lettura
Via al Festival internazionale “Cinema e memoria comune”

