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Notizia 18 Apr 2013 2 min di lettura

I chioukh saharawi denunciano il progetto di allargamento della missione della MINURSO

I chioukh saharawi denunciano il progetto di allargamento della missione della MINURSO

Riuniti martedì 16 aprile a Laâyoune, i chioukh delle tribù Laâroussiyine, Rguibat, Cheikh Maoulaynine, Tidrarine e Aït Lahcen hanno denunciato la decisione di Washington di appoggiare l’allargamento delle prerogative della MINURSO alla questione dei diritti dell’Uomo.

Questi chioukh che traggono la loro legittimità non solo dal diritto consuetudinario saharawi, ma anche attraverso la loro nomina tramite Dahir al fine di vigilare sugli interessi delle popolazioni delle nostre province del Sud e dalla fiducia riposta in loro dalla missione onusiana che li aveva incaricati di supervisionare la sua operazione di identificazione, hanno pubblicato un comunicato nel quale hanno annunciato «senza paura, né esitazione e in tutta fiducia» la loro «posizione incrollabile che consiste nel respingere l’iniziativa che mira ad allargare le prerogative della MINURSO che è stata sostenuta, ultimamente dagli USA».

Hanno anche ricordato che «nel momento in cui gli sforzi consentiti da Tangeri a Lagouira per il consolidamento dei diritti dell’Uomo sono lodati da tutte le componenti della comunità internazionale e dai nostri diversi partner internazionali, questo genere di iniziativa unilaterale e senza consultazione preliminare è incomprensibile e non può affatto essere ammissibile».

D’altronde, hanno aggiunto, nessun Saharawi marocchino «può dimenticare o rinnegare che i nostri antenati hanno fatto alleanza ai Re alawiti».

Inoltre, indicano, «nessuno può ignorare o negare che il Marocco si sia impegnato da alcuni anni a trovare una soluzione politica al conflitto del Sahara. In questo senso, si è impegnato in una dinamica positiva tramite la sua iniziativa di ampia autonomia per la regione del Sahara, nel quadro della sovranità marocchina, della sua integrità territoriale e della sua unità nazionale». «Questa iniziativa, aggiungono i chioukh saharawi, entra nel quadro della costruzione di una società democratica moderna, basata sullo Stato di diritto e delle libertà e lo sviluppo sociale ed economico», che è «promettente di un futuro migliore per gli abitanti delle province del Sud» e che «metterà fine alle sofferenze causate dallo sparpagliamento delle famiglie pur permettendo l’instaurazione di un clima di intesa tra esse».

Desiderano, infine, che «la dinamica adottata dal Marocco a questo proposito offra un’occasione storica di soluzione» definitiva al Sahara.

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