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Finanza 18 Dec 2015 3 min di lettura

La finanza islamica in dibattito

La finanza islamica in dibattito

La Scuola nazionale di commercio e di gestione di Kenitra ha organizzato, in collaborazione con l'Università Dauphine di Parigi, un Convegno internazionale attorno alla finanza islamica.

Il Laboratorio di ricerca in scienze di gestione delle organizzazioni della Scuola nazionale di commercio e di gestione (ENCG) di Kenitra ha recentemente organizzato, in collaborazione con l'Università Dauphine di Parigi, la prima edizione del Convegno internazionale sulla finanza attorno al tema «Finanza islamica: Modello alternativo dello sviluppo della finanza mondiale?».

Sadok Khazrouni, direttore dell'ENCG, ha sottolineato che questo convegno rivestiva un'importanza capitale tenuto conto delle questioni che solleva e delle risposte che può apportare ai ricercatori e agli studenti di questa grande scuola. «La scelta della tematica non è fortuita, sapendo che questo incontro costituisce una bella occasione di scambi e discussioni attorno ai valori e alle pratiche della finanza islamica, parte integrante di un sistema più ampio, quello dell'economia islamica», ha rilevato. «Una dottrina che, come le altre, dispone del proprio sistema di valori», indica in sostanza.

Da parte sua, Omar Kettani, professore universitario ed esperto di economia islamica, ha ritenuto che il mondo arabo-musulmano fosse la culla delle scienze economiche. «Ben prima di Ricardo e Adam Smith, i pensatori musulmani come Ibn Khaldoun, Al Makrizi o Al Bairouni hanno posto le prime basi di un'economia basata su una ridistribuzione equa delle ricchezze conformemente ai principi della “Zakat” e “Al Infaq”», ha precisato. Il conferenziere non ha mancato di ricordare che il sistema economico islamico ha introdotto la logica di solidarietà «Attakafoul» in ogni atto economico. Ha, inoltre, ritenuto che la società civile potrebbe giocare un ruolo preponderante, a questo riguardo, investendo in un campo che adotta i principi dell'economia solidale così come la scopriamo oggi.

È da sottolineare che attraverso questo convegno, i ricercatori si sono interrogati sulla capacità della finanza islamica di servire da modello alternativo di sviluppo della finanza mondiale. Questa riflessione assume un'importanza particolare per il Marocco, attualmente impegnato in un cantiere di riforma normativa in vista di aprire il panorama finanziario nazionale a questa forma di finanza alternativa.

Per fare ciò, gli organizzatori di questo convegno hanno ritenuto opportuno iniziare con un'analisi dei confini di demarcazione tra la finanza islamica e la finanza convenzionale, alla ricerca delle fonti di divergenza, ma anche delle sfide dell'integrazione della finanza islamica nella sfera mondiale. Si sono chinati, in secondo luogo, sulla valutazione delle qualità attese delle istituzioni islamiche in termini di buona governance, ma anche di gestione dei rischi.

Questo incontro è stato anche l'occasione per i partecipanti di analizzare le proprietà sia tecniche che giuridiche e fiscali dei prodotti islamici in vista di avvicinarsi allo spirito delle prescrizioni islamiche al di là delle questioni di forma. L'analisi della comunicazione e del marketing delle istituzioni islamiche presenta un'altra luce su questa questione. Infine, si è proceduto alla valutazione degli apporti della finanza islamica in un quadro più globale di sviluppo economico e, in particolare, la propensione della micro-finanza islamica a favorire l'investimento, l'inclusione sociale e lo sviluppo sostenibile.

È da sottolineare che diversi intervenuti hanno tenuto a precisare, durante questo primo convegno, che il dibattito sull'economia e la finanza islamica dovrebbe essere sottratto da ogni carica ideologica e manichea.

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