I magistrati sono in collera. Il Club dei magistrati organizza, questo venerdì 17 maggio alle 15:00, un sit-in davanti alla Corte d’appello di Kénitra.
Protesta contro le violenze e le molestie ripetitive che subiscono i giudici nel pieno esercizio della loro funzione. «Lo Stato non si assume le sue responsabilità e viene meno ai suoi obblighi di proteggerci», indica un comunicato del Club.
Iniziato dall’ufficio regionale del Club dei magistrati di Kénitra, questo sit-in denuncia la mancanza dello Stato nel suo dovere di garantire la protezione dei giudici di fronte agli attacchi e alle minacce di cui i magistrati sono sempre più bersaglio. «È un diritto che lo Stato deve garantirci in conformità con l’articolo 20 dello statuto dei magistrati, e in applicazione di tutte le convenzioni e dichiarazioni internazionali, in particolare i principi delle Nazioni Unite relativi all’indipendenza della giustizia», si sottolinea nel suddetto comunicato.
A tal fine, il Club regionale dei magistrati ha censito un numero importante di casi di violenza su magistrati. Gli ultimi in ordine di tempo hanno avuto luogo presso il tribunale di prima istanza di Kénitra. «Si tratta di minacce e insulti proferiti nei confronti di giudici nel pieno dell’atrio della Corte il 20/02/2013 da parte di giustiziabili.
E questo direttamente dopo l’annuncio della sentenza in un processo correzionale. Si citano anche oltraggi su un giudice membro della procura generale nello stesso tribunale, così come un altro caso in un tribunale a Souk Larbaâ», menziona un comunicato del Club di Kénitra. Il Club denuncia anche l’assenza di misure giudiziarie da parte della procura generale del tribunale nei confronti delle persone coinvolte in questi incidenti. «Questo lassismo ha un effetto nefasto sull’autorità dei giudici e minaccia pericolosamente l’indipendenza della giustizia», stima il Club.
D’altronde, il Club dei magistrati si appresta a pubblicare un rapporto annuale che delinea i vari incidenti e tentativi di orientare il corso della giustizia e di ledere la sua indipendenza (violenze verbali, fisiche, corruzione…).
Per ricordo, il Club dei magistrati è un’associazione professionale che conta quasi 2.600 magistrati. A ogni sit-in o atto di protesta il Club brandisce lo slogan «La dignità e l’indipendenza reale ed effettiva del potere giudiziario».
Dalla sua creazione nel 2011, il Club chiede il rispetto della dignità dei giudici, la loro integrità e la messa in opera di mezzi materiali e logistici affinché i giudici possano compiere la loro missione dignitosamente. Tra le rivendicazioni dei magistrati figura l’applicazione democratica delle disposizioni della Costituzione riguardanti «il potere giudiziario, l’indipendenza della giustizia», in particolare le leggi organiche del Consiglio superiore del potere giudiziario e lo statuto dei magistrati che tardano ad arrivare.
Notizia 18 May 2013 3 min di lettura
Sit-in del Club dei magistrati questo venerdì a Kénitra: Cercasi protezione disperatamente
I magistrati sono in collera. Il Club dei magistrati organizza, questo venerdì 17 maggio alle 15:00, un sit-in davanti alla Corte d’appello di Kénitra.

