Secondo informazioni provenienti dal cordone di sicurezza eretto alla frontiera Sud del Regno, degli adolescenti addestrati con la forza dai separatisti, passano la loro giornata ad attaccare soldati in fazione.
Utilizzando fionde, gli affiliati del Polisario tentano di portarli a rispondere alle loro provocazioni.
Ma consapevoli dei disegni dei provocatori, i militari marocchini osservano una calma olimpica. Ciò che innervosisce i loro aggressori e li incita a moltiplicare i loro atti provocatori.
D'altronde, questi stessi fautori di disordini che tentano di perturbare il quotidiano degli abitanti di Boujdour, Laâyoune e Smara, usano la violenza contro gli elementi di polizia e delle forze dell'ordine e se la prendono con gli stabilimenti pubblici o privati per provocarvi il massimo dei danni. Al fine di far credere alle loro menzogne, i miliziani del Polisario accolgono dei pretesi osservatori stranieri in visita nelle province sahariane per convincerli che sono vittime di aggressioni e di violazioni dei diritti dell'Uomo perpetrate dalle forze dell'ordine. Lungi dal conformarsi alla neutralità che sono tenuti ad osservare, alcuni osservatori non esitano a testimoniare, anche mentendo, in loro favore. È il caso di alcuni membri di Amnesty International che, appena arrivati a Smara, si sono recati, direttamente, all'ospedale provinciale dove alcuni individui hanno presentato loro un gruppo di adolescenti pretesamente vittime di esazioni.
Lo staff dell'ospedale che li ha esaminati ha certificato, a questo proposito, di non aver rilevato alcuna traccia di violenza sui loro corpi.
In un comunicato reso pubblico dal servizio di comunicazione della provincia di Smara e di cui Libé ha ricevuto copia, le autorità locali hanno denunciato questo genere di comportamento che mira a ingannare l'opinione pubblica nazionale e internazionale e che, invece di attenuare l'odio, non fa che attizzarlo. Il suddetto comunicato indica, inoltre, che la delegazione di questa ONG che ha soggiornato per 24 ore nella città ha potuto constatare la calma che vi regna. Ma invece di chiedere ai rappresentanti legittimi delle popolazioni di illuminarli sulla situazione, si sono rivolti a individui noti per aver fomentato disordini e essersi dedicati ad atti riprovevoli. Questo atteggiamento dei rappresentanti di questa ONG ha stupito tutte le componenti della società civile locale.
Notizia 01 May 2013 2 min di lettura
Dopo il fallimento di tutti i tentativi di fomentare disordini, il Polisario ricorre alla provocazione

