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Al Hoceïma o El Hoceïma (soprannominata Biya, al-ḥusīma, الحسيمة in arabo) è una città rifana situata sulla costa...

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Attività reali 28 Jun 2013 4 min di lettura

S.M. il Re, Amir Al Mouminine, compie la preghiera del venerdì alla moschea Ghinya ad Al-Hoceima

Sua Maestà il Re Mohammed VI, Amir Al Mouminine, ha compiuto la preghiera del venerdì alla moschea Ghinya ad Al-Hoceima. Nel suo sermone, l’Imam ha trattato del contenuto del versetto coranico della sura Al Bakara : «Dio non impone nulla all’anima che sia al di sopra dei suoi mezzi», sottolineando che una delle specificità maggiori della santa religione è che non detta ai musulmani che ciò che è alla loro portata, di modo da evitare loro le dure prove e l’imbarazzo nella loro vita.
S.M. il Re, Amir Al Mouminine, compie la preghiera del venerdì alla moschea Ghinya ad Al-Hoceima

Questa regola impegna il musulmano a non esporsi a ciò che può essergli pregiudizievole e ad astenersi dal portare attacco ai beni d'altrui, una regola che si applica a tutti gli aspetti della vita e a tutte le transazioni economiche, commerciali e industriali, ha detto l'Imam.

Il concetto di pregiudizio o di danno ingloba tutto ciò che è di natura ad attentare a se stessi e agli altri, ciò che è esplicitamente illecito nella religione musulmana, ha affermato l'Imam, aggiungendo che il pregiudizio è proibito poiché l'Islam è una religione che raccomanda il bene e sconsiglia il male e che promuove il senso della compassione e della facilitazione. L'Imam ha citato un hadith del profeta Sidna Mohammed, su lui preghiera e pace, secondo il quale chiunque causerà un pregiudizio ad altrui, Dio gli causerà un pregiudizio, aggiungendo che il suddetto hadith è diventato una delle regole dottrinali più avverate in religione, poiché stabilendo uno dei disegni della santa religione, bandire il pregiudizio che è in netta contraddizione con il modo di relazioni che l'Islam preconizza tanto tra gli individui che in materia di relazioni tra comunità e tra Stati, ha precisato l'oratore. Il Santo Corano comporta diversi versetti mettendo in guardia contro questo concetto di pregiudizio, ha notato l'Imam, insistendo in particolare su quello che può intaccare un testamento in materia d'eredità di modo da favorire uno degli eredi a detrimento degli altri. «Quando un uomo o una donna muore senza lasciare ascendenti o discendenti, alla sopravvivenza di un mezzo-fratello o di una mezza-sorella di una stessa madre, ciascuno di questi ultimi avrà diritto a un sesto, ma se sono più numerosi, si ripartiranno il terzo dell'eredità, deduzione fatta di ogni lascito o debito non pregiudizievole agli eredi. È ciò che Dio vi raccomanda, poiché Egli è onnisciente e pieno di mansuetudine» (Corano : Annisaa). L'Imam ha notato che l'Islam proibisce anche ogni pregiudizio o danno in materia d'educazione dei bambini e nelle relazioni coniugali ingiungendo per esempio allo sposo di non tralasciare o maltrattare la sua sposa e di sovvenire ai suoi bisogni. Questa raccomandazione è valida anche per ciò che è della conclusione degli atti di vendita e l'allestimento dei diritti (affare dei testimoni) che non devono soffrire di alcun vizio potendo portare pregiudizio a una delle parti contraenti. Altra forma di pregiudizio sconsigliato dalla santa religione, quella che consiste per esempio a privare altrui di un bene comune alla comunità (corso d'acqua, pascoli, miniere...), ha aggiunto l'oratore. Come sconsiglia di portare attacco ad altrui e ai suoi beni, l'Islam proibisce ogni attacco a se stessi, ha indicato l'imam, citando il versetto «Non vi esponete, di vostra propria iniziativa, alla perdizione, ma agite nella maniera più benefica e giudiziosa, Dio ama le persone buone e giudiziose» (Al Bakara). A questo riguardo, Dio mette in guardia contro ogni atto potendo attentare all'integrità fisica o morale, come il suicidio, che è severamente represso nell'aldilà. L'Islam, religione tollerante, proibisce anche ogni eccesso in materia d'adempimento dei doveri religiosi, in questo senso che accorda delle «deroghe» alle persone malate o effettuando dei viaggi lunghi e penosi per adempiere, senza pregiudizio, delle preghiere, il digiuno o il pellegrinaggio, ha ricordato l'imam, aggiungendo che enunciando questi principi che la comunità dei musulmani deve preservare l'Islam si erige in una vera religione tollerante. Alla fine del suo sermone, l'Imam ha implorato il Tutto-Potente d'accordare sostegno e assistenza a S.M. il Re, Amir Al Mouminine, protettore del culto e della religione, di preservare il Sovrano in quanto fonte di benefici per la Oumma e di colmarlo nelle persone di S.A.R. il Principe Ereditario Moulay El Hassan, di S.A.R. il Principe Moulay Rachid e dell'insieme dei membri dell'illustre Famiglia reale. Ha anche pregato Dio di circondare della Sua Santa Misericordia il defunto S.M. Mohammed V e il defunto S.M. Hassan II e di accoglierli nel Suo vasto paradiso.

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