Le foto sono dell'Oued del villaggio di Doutemanroute, limitrofo al Souk Khemis Aït Ouafkka vicino a Tafraout. Qualche tempo fa, «Libé» ha dato eco di un allarme lanciato contro l'inquinamento di questi luoghi. Così come le diverse cause che hanno generato questo stato deplorevole sia per la salute e la qualità della vita degli abitanti che per la natura, la cui purezza ne risente. Da allora... nulla è cambiato! I residenti inquinatori non smettono di scaricare anarchicamente i loro rifiuti domestici in questi spazi! Le acque reflue emananti dal collettore di un edificio vicino scorrono a fiumi nell'Oued!
Gli effluvi insopportabili infestano il luogo e infliggono un duro supplizio ai sensi olfattivi dei passanti. Mentre ciò accade a pochi passi dal dispensario e dalla sede comunale. Curiosa promiscuità, verrebbe da dire. È dunque impossibile che l'esistenza di un tale punto nero sfugga alla conoscenza dei responsabili locali. Di colpo, tutto lascia credere che questi si accomodino senza imbarazzo di una tale insalubrità. Altrimenti, perché il consiglio comunale non interviene per dare una bella ripulita ai luoghi occupati dalla discarica e assicurarvi il passaggio regolare degli spazzini, avvertendo al contempo gli inquinatori di cessare la loro inciviltà, pena il dover intervenire nei loro confronti inviando verbali in caso di recidiva? Perché il caid di Aït Ouafkka, che ne assume una parte di responsabilità riguardo alle attribuzioni conferite all'autorità di tutela che rappresenta, non fa valere le sue competenze in materia in questo senso? Domande alle quali gli abitanti di Doutemanroute e del Souk Khemis Aït Ouafkka attendono risposte. Soprattutto perché il proprietario dell'edificio il cui collettore delle acque reflue è incriminato, è già stato denunciato presso le autorità locali, ma invano.
Notizia 23 Mar 2012 2 min di lettura
Inquinamento: l'incuria delle autorità

