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Aïn Chock (in arabo: عين الشق) è l'unico arrondissement che comprende la prefettura omonima.

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Notizia 07 Mar 2016 1 min di lettura

Demolizione dell'orfanotrofio di Aïn Chock

Demolizione dell'orfanotrofio di Aïn Chock

Dovevano essere le 5, ieri lunedì, quando le forze dell'ordine, accompagnate da escavatori, sono sbarcate all'orfanotrofio di Aïn Chock a Casablanca. Il centinaio di ospiti che occupa ancora i luoghi, è stato evacuato e si è postato all'entrata dello stabilimento, rifiutando di esserne sloggiato e respingendo l'idea della sua demolizione. Eppure, una sentenza è stata pronunciata recentemente riguardante quest'ultimo ricorso. Sentenza basata su una perizia del laboratorio LPEE che stabilisce che gli edifici dell'orfanotrofio minacciano rovina e costituiscono un pericolo per i loro occupanti. Allo stesso modo, la maggioranza di questi ultimi avrebbe superato l'età legale fissata a 18 anni.

Secondo fonti vicine al dossier, trattative erano in corso da molto tempo, condotte da una commissione mista costituita a questo effetto, al fine di trovare una soluzione agli ultimi residenti dell'orfanotrofio con come ottica il loro reinserimento socioprofessionale. Tra le soluzioni proposte dalle autorità figura l'alloggio degli ospiti, a titolo provvisorio, presso il Centro sociale di Tit Méllil. Alle ultime notizie, questi ultimi avrebbero rifiutato l'offerta. Resta il fatto che ieri, lunedì, a metà pomeriggio, gli escavatori non avevano ancora iniziato il lavoro di demolizione, eccezione fatta del muro di cinta che è stato distrutto in parte in mattinata.

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