Ci sono espressioni artistiche ancestrali che ci spingono verso una seconda dimensione. Uno spazio dove il corpo segue il ritmo e dove le parole si inventano e si muovono per vestire gli atti del quotidiano, descrivere il vissuto e accompagnare l'Uomo nelle sue gioie e nei suoi dolori. L'arte di Ahouach ne fa parte. In questa modalità di espressione artistica, il corpo cede all'ebbrezza delle parole e i versi improvvisati o trasmessi si abbandonano allo stesso slancio. L'iniziativa del ministero della cultura, della provincia di Ouarzazate, del Consiglio regionale del turismo e di altri partner di organizzare la terza edizione del Festival nazionale delle arti di Ahouach, dall'8 al 10 agosto a Ouarzazate, si vuole un ponte di condivisione di quest'arte. Questa terza edizione promette ai festivalieri concezioni artistiche mirate a far conoscere la diversità di quest'arte e il suo stretto legame con le esperienze che scandiscono la vita (nascita, circoncisione, matrimonio e raccolto). Le tre grandi serate iscritte al programma di questa edizione saranno tenute alla Kasbah storica di Taourirt. «La scenografia mira a valorizzare la celebre Kasbah di Taourirt come sfondo di una scena (area giochi) dinamica che riprende un decoro autentico della vita naturale delle campagne marocchine. Questa scenografia sarà realizzata dagli artigiani del cinema di Ouarzazate», sottolineano gli organizzatori. Notiamo nello stesso quadro che una conferenza su Ahwach sarà tenuta da professori-ricercatori e specialisti nel settore. Di fatto, il teatro romano della Kasbah ospiterà la serata «Abaraz n'Ait Oumarg», denominazione in amazigh che designa una sorta di confronto tra poeti di due tribù dove l'improvvisazione dei versi e del senso è uno spazio di competizione dove si misurano il talento e la padronanza delle parole in una forma poetica. Inoltre, un'esposizione fotografica, che mette in risalto i luoghi che accolgono questa manifestazione, le attrezzature e gli ornamenti di quest'arte, è anch'essa iscritta nell'agenda di questa manifestazione. Per promemoria, la parola amazigh «Ahouach» deriva dal verbo «Houch» che significa ballare. Quest'arte è composta da una costruzione ritmica, da una danza e da una poesia. «Ahouach è una danza comunitaria conosciuta principalmente nel Souss, nell'Haouz e nel Drâa. Si esegue in circostanze ben determinate, secondo un rituale speciale ed esige un luogo specifico, abiti e ornamenti adeguati», spiegano gli organizzatori. Questa terza edizione ambisce ad attirare circa 100.000 persone tra popolazione locale e visitatori marocchini e stranieri. È, secondo gli organizzatori, un'occasione per far valere il potenziale della regione come componente delle attrazioni offerte dalla destinazione (turismo, cinema, artigianato...).
Festival 26 Jul 2014 3 min di lettura
Un invito ai ritmi di Ahouach

