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Sport 10 Jun 2014 7 min di lettura

Settima edizione riuscita del meeting internazionale Mohammed VI di atletica

Settima edizione riuscita del meeting internazionale Mohammed VI di atletica

Sfida riuscita per gli organizzatori del 7° meeting internazionale Mohammed VI di atletica, tenutosi quest'anno al Grande stadio di Marrakech e impreziosito dalla presenza di SAR il Principe Moulay Rachid. Per questa edizione 2014, 7ª tappa dell'IAAF World Challenge, non meno di 200 atleti di fama rappresentanti una quarantina di paesi sono stati della partita. Un appuntamento ufficiale dove i campioni hanno dato il massimo affinché, alla fine, questo meeting fosse punteggiato da buoni tempi e prestazioni notevoli. A questo proposito, occorre citare in primo luogo la migliore prestazione mondiale dell'anno registrata nel concorso del salto in lungo femminile dall'americana Tianna Bartoletta con un salto di 6,93 m. Ha preceduto la sua connazionale Funmilayo Jimoh (6,74 m) e la russa Olga Kucherenko (6,70). Sempre tra le donne, la giamaicana Simone Faicey è riuscita a battere il record del meeting sui 200 m, portandolo a 22 sec 70. È stata seguita da un'altra giamaicana Aleen Bailey e dalla canadese Crystal Emmanuel che hanno corso rispettivamente in 22 sec 89 e 23 sec 20, mentre la marocchina Lamiae Lhabaze ha terminato ultima in 25 sec 39. Nella prova degli 800 m, la specialista marocchina della prova, Malika Akkaoui, che ha assicurato il ricambio dopo la partenza di Hasna Benhassi, se l'è cavata bene occupando il terzo gradino del podio in 2mn 01 sec 13. Quanto alla vittoria, è andata alla bielorussa Mariana Arzamasova (2 mn 00 sec 71), seguita dall'americana Molly Beckwith-Ludlow (2 mn 00 sec 91). Proprio come la prova del doppio giro di pista, i 3000 m siepi hanno visto la marocchina Salima El Ouali El Alami terminare al 3° posto, coprendo la distanza in 9 mn 32 sec 23, mentre la sua connazionale Fadwa Sidi Madane ha chiuso la fila (11 mn 05 sec 74). La vittoria, come previsto, è stata opera dell'etiope Hiwot Ayalew (9 mn 24 sec 11) che ha avuto la meglio sulla keniota Ruth Chebet (9 mn 27 sec 90). Nessun podio ai colori nazionali, invece, nella gara dei 1500 m. La migliore delle iscritte è stata Rababe Arafi che si è classificata 4ª con un tempo di 4 mn 06 sec 10, dietro l'etiope Dawit Seyaum, vincitrice in 3 mn 59 sec 53, la russa Anna Shchagina, seconda in 4 mn 05 sec 58 e l'ucraina Anna Mishchenko, terza in 4 mn 06 sec 101. Siham El Hilali, Sanae El Otmani e Ibtissam Aït El Batoul si sono accontentate rispettivamente del 5° (4 mn 06 sec 55), 7° (4 mn 12 sec 37) e 9° (4 mn 24 sec 44) posto. L'americana Lolo Jones ha dominato i 100 m, tagliando il traguardo in 12 sec 74 e avendo la meglio sulla sua connazionale Kristi Castlin (12 sec 81) e sulla panamense Yvette Lewis (13 sec 14). Sempre nello sprint, modesto 7° posto per Hayat Lambarki sui 400 m ostacoli dopo aver completato il suo giro di pista in un tempo di 58 sec 46. Ed è la sudafricana Wenda Theron Nel che si è imposta con un tempo di 54 sec 82, davanti all'americana Tiffany Ross-Williams (54 sec 82) e all'ucraina Hanna Titimets (55 sec 49). Per quanto riguarda le prove tecniche, la logica è stata pienamente rispettata con la vittoria della neozelandese Valerie Adams nel concorso del lancio del peso. La campionessa olimpica e quadrupla campionessa del mondo ha terminato in pole position con un lancio di 19,69 m, seguita dall'ucraina Galyna Obleschchuk (18,82 m) e dall'ungherese Anita Marton (18,11 m). Nel lancio del martello, i primi tre gradini del podio sono stati calcati, nell'ordine, dalla tedesca Kathrin Klass (73,30 m), dalla canadese Sultana Frizell (73,21 m) e dalla rumena Blanca Perie (70,57 m). La marocchina Soukaina Zakkour si è classificata 9ª con un lancio non superiore ai 51,74 m. Nel quadro maschile, il pubblico si aspettava di vedere Abdelaâti Iguider dominare i 1500 m, ma non aveva fatto i conti con il marrakchi Sadik Mikhou che teneva a imporsi in casa. Ha atteso l'ultima curva per scatenare uno sprint che gli ha permesso di superare i suoi concorrenti e vincere a mani basse in 3 mn 34 sec 36, ovvero un nuovo record del meeting. Il secondo posto è stato occupato dal turco Ilham Tanui Ôzbilen (3 mn 34 sec 76), mentre il terzo è andato al marocchino Yassine Bensghir (3 mn 34 sec 80). Abdelaâti Iguider non ha potuto fare meglio del 9° posto (3 mn 38 sec 26), mentre gli altri atleti locali impegnati in questa gara si sono classificati 7° per Younès Essalhi (3 mn 37 sec 51), 8° per Abdelhadi Labali (3 mn 37 sec 52), 11° per Zakaria Maazouzi (3 mn 39 sec 15) e 13° per Fouad Elkaam (3 mn 42 sec 63). La gara degli 800 m ha mantenuto tutte le sue promesse visto il livello elevato degli atleti impegnati. Così, l'etiope Mohamed Aman, campione del mondo e vincitore durante la precedente edizione, ha difeso il suo titolo dopo aver coperto il doppio giro di pista in 1 mn 45 sec 58. Ha superato un grosso calibro, il sudanese Abubaker Kaki (1 mn 45 sec 61) e il marocchino Amine El Manaoui (1 mn 46 sec 27). Gli altri due atleti marocchini che hanno preso parte a questa gara, Samir Jamma e Nader Belhanbel, si sono accontentati rispettivamente del 6° (1 mn 47 sec 17) e 8° (1 mn 47 sec 90) posto. Anche il marocchino Ilias Fifa ha diritto di vantarsi della sua prestazione sui 5000 m, terminando 2° in 13 mn 14 sec 89 dietro il bahreinita Albert Rop (13 mn 14 sec 45) e davanti al keniota Vincent Rono (13 mn 16 sec 42). Hicham Bellaini, un abitué del circuito e delle manifestazioni maggiori dell'IAAF, ha occupato il 4° rango (13 mn 22 sec 72), mentre El Hassan Elabassi si è classificato 9° con un tempo di 13 mn 33 sec 95. Nei 3000 m siepi, l'atleta marocchino Brahim Taleb è riuscito a tagliare il traguardo in seconda posizione in 8 mn 20 sec 20, nel momento in cui il primo e il terzo posto sono stati kenioti grazie a Clement Kemboi Kimutai (8 mn 18 sec 73) e Haron Lagat (8 mn 22 sec 46). Jaouad Chemlal si è accontentato del 7° rango con un tempo di 8 mn 29 sec 42. Nelle prove tecniche, il salto in alto è stato una sfida tra il campione del mondo, l'ucraino Bohdan Bondarenko, e il campione olimpico, il russo Ivan Ulkhov. Ed è il primo atleta citato che ha avuto l'ultima parola, dopo aver superato un'asticella posta a 2,39 m, ovvero un nuovo record del meeting. Ukhor ha terminato 2° (2,33 m) seguito dal rumeno Mihai Donisan (2,25 m). L'altro record del meeting è stato registrato nel concorso del giavellotto per mezzo del russo Dimitri Tarabin con un lancio di 81,27 m. Ha superato gli estoni Risto Matas (79,03 m) e Tanel Laanmäe (78,64 m). Vittoria africana nel salto triplo grazie al nigeriano Tosin Oke (16,62 m) che ha preceduto il portoghese Nelson Evora (16,62) e il brasiliano Jonathan Silva (16,58 m). Infine, nello sprint, il qatariota Femi Seun Ogunode ha battuto il record del meeting sui 200 m, ormai stabilito a 20 sec 16. È stato seguito da Jason Livemore della Giamaica (20 sec 28) e Mosito Lehata del Lesotho (20 sec 44). Mentre nei 100 m, il vincitore dei Mondiali di Parigi, Kim Collins di Saint Kitts e Nevis, ha vinto la prova in 10 sec 13, davanti a Femi Seun Ogunode (10 sec 14) e al giamaicano Kemar Bailey-Cole (10 sec 16). Da segnalare che lo sprinter marocchino Aziz Ouhaddi ha terminato 9° sui 100 m (10 sec 31) e 6° sui 200 m (20 sec 69). Per ricordare, durante la precedente edizione al Complesso Moulay Abdellah a Rabat, due record del meeting (800 m e 1500 m donne) sono stati battuti. Al Grande stadio di Marrakech e davanti a un pubblico numeroso, gli atleti hanno fatto meglio sotto gli sguardi del presidente dell'IAAF, Lamine Diack, che da sempre aveva sostenuto questo meeting predestinato a integrare il circuito d'élite della Diamond League.

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