La Fondazione Alliances continua il suo sostegno alla creazione contemporanea. Questa volta, si associa alla Biennale d'arte di Marrakech, tenutasi fino al 31 marzo, sostenendo la realizzazione di quattro opere di artisti della scena artistica contemporanea araba. A cominciare dall'opera «We Had a Dream» di Mustapha Akrim. Attraverso la sua opera esposta al Palazzo El-Badï, questo artista si ispira alla celebre frase di Martin Luther King, ma la impiega al passato, in modo da provocare una reminiscenza delle libertà passate e delle lotte per l'uguaglianza, nonché a incitare a nuovi sforzi a favore della giustizia sociale. Mette a contributo la sua comprensione sfumata della storia del Marocco per uscire dall'estetica messa in atto nel periodo post-coloniale. «Hocus Pocus» è l'altra opera presentata alla Biennale d'arte di Marrakech, e più precisamente all'Agenzia storica di Bank Al-Maghrib in piazza Jamaâ El Fna. Creata da Wafae Ahalouch El Keriasti, quest'opera rappresenta il mito di Aïcha Qandisha, creatura femminile diabolica del folklore marocchino, e una certa visione del futuro delle donne contemporanee in Marocco. «L'installazione, che fa ricorso in particolare al disegno, alla pittura e al testo, è realizzata con diversi materiali, tra cui il tappeto, che gioca un ruolo chiave nell'installazione in riferimento alla sua simbologia nella società marocchina», spiega il comunicato della fondazione. Da scoprire anche l'opera «Political Anthropophagy» di Kader Attia, esposta al Palazzo El-Badï. Grazie a una riflessione sul suo percorso ibrido, questo artista esplora le ripercussioni dell'egemonia culturale e del capitalismo occidentali sul Medio Oriente, l'Africa, l'Asia e l'America Latina, e il modo in cui tracce residue di lotta e di resistenza alla colonizzazione hanno un effetto sulla coscienza collettiva contemporanea. «Benvenuti a Marrakech» è l'ultima opera di Hicham Benohoud, realizzata con il sostegno della Fondazione Alliances ed esposta attualmente presso la sede storica di Bank Al-Maghrib, piazza Jamaâ El Fna. Benohoud propone così un progetto che «interroga» la posizione di Marrakech tra le più importanti destinazioni turistiche al mondo. In eco alle lettere giganti diventate il simbolo di Hollywood e dell'industria del film americano, Benohoud adorna «Marrakech» con le sue lettere monumentali, installate al rovescio sopra il Palazzo El-Badï. D'altra parte, la fondazione rafforza il dispositivo di accoglienza dei pubblici del suo Parco di sculture monumentali Al Maaden, in occasione della Biennale d'arte di Marrakech.
Notizia 04 Mar 2014 2 min di lettura
La Fondation Alliances si associa alla Biennale d'arte di Marrakech

