La risoluzione adottata giovedì scorso all'unanimità dal Consiglio di sicurezza dell'ONU sul Sahara marocchino ha ucciso sul nascere i piani del Polisario. Piani che hanno tentato invano di allargare le prerogative della Minurso alla sorveglianza dei diritti dell'Uomo nelle province del Sud. Questa vittoria che il Marocco ha registrato grazie all'intervento personale e decisivo di SM il Re Mohammed VI ha costituito un cocente rovescio per il Polisario. Avendo mal digerito questa nuova delusione. Quest'ultimo continua a usare tutti i mezzi per seminare zizzania. Così, all'indomani della suddetta risoluzione, è stata organizzata una manifestazione a cui hanno preso parte alcune persone. E sebbene sia durata solo tre giorni, i danni erano manifesti.
Dei pro-separatisti hanno chiamato quindi all'organizzazione di una grande manifestazione lunedì scorso ma questo appello non è stato seguito, solo alcuni gruppi hanno tentato di manifestare sulla via pubblica in rue Al Mamoun, boulevard Essmara e place Dchira. Dopo le intimazioni legali d'uso, le forze dell'ordine hanno proceduto alla dispersione dei manifestanti. Quel giorno, non si è deplorato alcun ferito, allo stesso modo non ha avuto luogo alcun arresto. In seguito a questi eventi, il prefetto di polizia della wilaya di Laâyoune, Abdelbaset Mahtat, ha presentato il bilancio degli eventi di Laâyoune. Oltre ai danni materiali, 70 poliziari sono stati feriti di cui due dovranno subire un'operazione. Inoltre, una riunione tra i chioukh delle tribù delle province del Sud e dignitari sahraoui presieduta dal wali di Laâyoune-Boujdour-Sakia El Hamra e governatore della provincia di Laâyoune, Khalil Dkhil, si è tenuta domenica sera per esaminare meglio la situazione. Ne è emerso che questi incidenti sono stati provocati a Laâyoune da minori corrotti e orchestrati dal fronte Polisario allo scopo di destabilizzare il potere pubblico.
I chioukh hanno anche tenuto a segnalare che questi atti sono isolati e che la situazione al momento attuale è stabile e sotto controllo. Per Hassana Rguibi, membro del collettivo dei chioukh delle tribù presenti a questo incontro, «il Marocco ha vinto una vittoria alle Nazioni Unite, sotto l'impulso di SM il Re, ma abbiamo bisogno di una più forte mobilitazione nazionale». E di aggiungere con insistenza: «Bisogna rafforzare il fronte nazionale per poter far fronte ai complotti orditi dai nemici dell'integrità territoriale del Regno».
Ricordiamo che il conflitto nel Sahara è un conflitto artificiale imposto al Marocco dall'Algeria. Il Polisario, un movimento separatista sostenuto dal potere algerino, rivendica la creazione di uno Stato fittizio nel Maghreb. Questa situazione blocca tutti gli sforzi della comunità internazionale per una soluzione del conflitto basata su un'autonomia avanzata in un quadro sovrano marocchino e un'integrazione economica e sicuritaria regionale.
Notizia 02 May 2013 3 min di lettura
Dopo tre giorni di rivolte: Laâyoune ritrova la sua calma
In seguito a questi eventi, il prefetto di polizia della wilaya di Laâyoune, Abdelbaset Mahtat, ha presentato il bilancio degli eventi di Laâyoune. Oltre ai danni materiali, 70 poliziari sono stati feriti di cui due dovranno subire un'operazione.

