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22 Oct 2026
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Ritornano per una 22ª edizione Les Andalousies Atlantiques: Essaouira celebra la ricchezza del suo patrimonio musicale
Festival Dal 29 al 31 ottobre 2026, la 22ª edizione di Les Andalousies Atlantiques investe Essaouira per tre giorni di incontri musicali all'insegna della condivisione e del dialogo interculturale. Tra tradizioni marocchine, canti giudeo-marocchini, musica andalusa, Gnaoua e flamenco, l'evento prosegue il suo impegno a favore di un patrimonio vivo e plurale. A Essaouira, la musica rimane un linguaggio universale capace di avvicinare le culture e far dialogare le memorie. Dal 29 al 31 ottobre, Les Andalousies Atlantiques ritornano per una 22ª edizione che riafferma la vocazione di questo festival: fare della diversità culturale una ricchezza comune e della trasmissione musicale un trait d'union tra le generazioni. In programma, gli incontri musicali mettono in risalto le molteplici espressioni del patrimonio marocchino. Sotto la direzione di Rachid Lahkim, i canti popolari si uniscono all'universo degli Issawa, portati dalla troupe di Lhaj Saïd Berrada. Una vera Lila marocchina prende forma attorno a brani emblematici come «Lghzal Fatma», «Rfeq Ya Malki» e «Lalla Ghita Moulati». Oltre alla performance musicale, questo incontro celebra la Tamghrabit, fatta di generosità , convivialità e trasmissione. Alle 23:00, Samia El Antri ritrova un palcoscenico intimamente legato al suo percorso artistico. Rivelata dal festival all'età di quindici anni, incarna questa nuova generazione di talenti che Les Andalousies Atlantiques accompagnano e contribuiscono a far crescere. La serata prosegue a Dar Souiri con «Autour de la table — Nos noubas, nos voix, notre mémoire». In un'atmosfera ispirata allo Shabbat, i Paytanim del Matrouz, diretti da Avraham Edri, ritrovano i Madihiyine di Essaouira, sotto la direzione di Hamza Jorti. Insieme, fanno risuonare le noubas andaluse in arabo e in ebraico, invitando il pubblico a partecipare pienamente a questa esperienza musicale. Il flamenco e i Gnaoua al centro del dialogo Sabato 31 ottobre, il Forum delle Andalousies prosegue a Bayt Dakira, mentre Dar Souiri accoglie «Marhba Blli Ja Andna», un incontro che riunisce Nouhaila El Kalai, Anass Belhachemi e Hicham Dinar attorno a diverse espressioni del patrimonio musicale marocchino, prima dell'esibizione di Mohamed Aaboud. La sera, il flamenco contemporaneo si invita per la prima volta al festival con Olga Pericet. Premiata in Spagna per il suo percorso di ballerina e coreografa, condividerà il palco con Hamid Ajbar e i suoi musicisti. Questo incontro promette un dialogo tra il gesto flamenco e le sonorità arabo-andaluse, in un omaggio all'eredità culturale comune delle due sponde del Mediterraneo. Altro momento clou di questa edizione: l'incontro tra il Piyut e i Gnaoua. L'HaPiyut Ensemble e la Maâlma Hind Ennaira daranno corpo a un progetto sostenuto da tempo da André Azoulay. I canti liturgici giudeo-marocchini dialogheranno con i ritmi e le melodie Gnaoua, in una creazione inedita che riunisce due tradizioni profondamente radicate nella storia del Marocco. Dal 2003, Les Andalousies Atlantiques difendono una visione della cultura fondata sull'apertura, la coesistenza e il dialogo. A Essaouira, le eredità non si limitano alla memoria: si trasmettono, si reinventano e si condividono nel corso degli incontri. Questa 22ª edizione intende così ricordare che la diversità costituisce una forza e che la musica può far emergere nuove forme di creazione a partire da tradizioni comuni. Più che un festival, Les Andalousies Atlantiques si presentano come uno spazio di incontro dove le differenze nutrono un patrimonio vivo, aperto alle generazioni future.
Questo articolo è riportato come estratto. La versione integrale è pubblicata dalla testata di origine.
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