La città di Agadir si prepara a ospitare, dal 22 al 25 luglio, la dodicesima edizione del «Festival Timitar: segni e culture» sotto il tema «Gli artisti amazigh accolgono le musiche del mondo».
«Anche quest'anno, ritmi africani, cubani, orientali, jazz, hip-hop, andalusi e tarrab faranno vibrare la città di Agadir e ne faranno il simbolo, per la durata del festival, dei valori di tolleranza e rispetto delle differenze», indica un comunicato degli organizzatori. Terroir ancestrale della cultura amazigh, la capitale del Souss accoglierà artisti provenienti da ogni orizzonte per celebrare su un palcoscenico marocchino la gioia di vivere in un mondo in cui la convivenza vive i suoi momenti più difficili, spiega il comunicato, precisando che «Timitar è quindi l'occasione per far luce su valori cari al Regno, a cominciare dal superamento della differenza». Si tratta, prosegue la stessa fonte, di una scommessa resa possibile grazie ai valori universali veicolati dalla musica, ma anche grazie a una programmazione audace, concepita secondo una visione umanistica, per toccare tutti i generi e tutti i pubblici.
Essendo le musiche amazigh al centro dell'attenzione, Ahwach, Rayssa Tihihit, Rayss Outajajt, Lajwad e Aït Laati apriranno le danze ogni sera, un'occasione per riscoprire con meraviglia questi canti e queste danze ancestrali che costituiscono tutta la bellezza della cultura amazigh. Sensibili al messaggio lanciato da Timitar, numerosi artisti hanno risposto presente al suo appello, a cominciare dalla scena marocchina con Hindi Zahra, Khansa Batma, Mazagan, Daoudia, Don Bigg, Saïda Charaf e H. Kain, mentre l'Algeria sarà rappresentata da Réda Taliani.
Per quanto riguarda gli artisti provenienti da altrove, Timitar accoglierà Yuri Buena Ventura dalla Colombia, il celebre artista giordano Macadi Nahhas, così come Diana Haddad, o ancora Bachar Khalife, figlio ed erede del celebre Marcel Khalife.
I gruppi non saranno da meno, poiché il festival darà ampio spazio all'orchestra Chekara Flamenco, al liutista Rabeh Abou Khalil e a Ricardo Ribeiro, così come alla grande star di Agadir Driss Maloumi e alla sua troupe.
Se Timitar celebra la scena culturale contemporanea in tutto il suo fervore, non dimentica gli assenti, poiché un vibrante omaggio postumo sarà reso a Oum Kalthoum, in segno di riconoscimento per i grandi nomi che hanno contribuito a scrivere in lettere d'oro la Storia del patrimonio musicale.
Dalla piazza Al Amal alla piazza Bijawane, passando per il Teatro di Verdura, questa dodicesima edizione del Festival Timitar, posta sotto il segno della festa e della generosità, apre le braccia al suo pubblico per un momento di condivisione.

