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Notizia 04 Feb 2009 3 min di lettura

Uno spazio verde trasformato in lottizzazione

Uno spazio verde trasformato in lottizzazione

La vicenda della concessione di lotti comunali a privilegiati del comune di Agadir, al di fuori di ogni legalità, continua a far discutere. L'opinione pubblica di Agadir, indignata per le pratiche scandalose da parte di un eletto, si è mobilitata per contrastare la lobby che devia le azioni di interesse sociale per gestire affari lucrosi da cui trae, con dei complici, dividendi sostanziosi.

Il caso, esploso alla luce del sole la scorsa settimana, si è trasformato in una palla di neve, suscitando interrogativi e indignazione. La storia riguarda il lotto di terreno situato dietro la grande moschea del quartiere Salam, destinato, secondo i piani urbanistici comunali, a diventare uno spazio verde. Recentemente, gli abitanti del quartiere in questione sono stati sorpresi dalla presenza di intermediari immobiliari che mettevano in vendita il lotto. È stato allora che l'inganno è venuto a galla. Secondo fonti attendibili, un membro comunale molto «vicino» al presidente si sarebbe accordato per trasformare il lotto, destinato ad accogliere un giardino, in lotti titolati, venduti tra 650 e 900 mila DH l'uno a dirigenti del comune. Un'indagine interna è stata ordinata dalla CU di Agadir e sono stati identificati 6 dirigenti beneficiari dei lotti sottratti. Alcune fonti non nascondono la loro profonda delusione di fronte alla voracità di alcuni eletti che non si fermano davanti a nulla pur di sabotare il lavoro di squadra e arricchirsi a spese degli interessi e del benessere dei cittadini che hanno dato loro il voto.

È contro queste malversazioni che la FDT, il Sindacato democratico degli enti locali e l'Ufficio sindacale locale della CU di Agadir, sostenuti da associazioni per i diritti, hanno indetto una manifestazione davanti alla sede della CU di Agadir, questo lunedì 2 febbraio, in occasione della sessione straordinaria della CU. Durante la manifestazione, che ha riunito un centinaio di cittadini tra cui agenti e funzionari del comune, i manifestanti hanno chiesto il blocco della procedura di cessione di beni comunali a privilegiati e il ricorso alla giustizia per determinare i responsabili di questo traffico immobiliare.

Parallelamente, in una petizione firmata da abitanti e associazioni del quartiere Salam, i firmatari si indignano per il fatto che membri comunali siano coinvolti in questo traffico illegale. Pur lodando la posizione di Tariq Kabbaj, sindaco della CU di Agadir, nel difendere i loro interessi, gli abitanti firmatari della petizione hanno chiesto a quest'ultimo di intervenire per ripristinare la situazione iniziale e procedere alla creazione di uno spazio verde.

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