Per la durata di un festival, Tiznit ha celebrato l'oreficeria d'argento (25/28 agosto) con, come punto di forza, un ricco programma per la scoperta delle curiosità della città, i suoi dedali, la sua storia e soprattutto la sua disposizione a proiettarsi nel futuro.
«Ovunque in Marocco, vi diranno la stessa cosa: è a Tiznit che si trova il miglior prodotto autentico», confida Halima, quarantenne compiuta, rivolgendosi alla sua amica di Casablanca venuta a vedere com'è questo festival.
Espressione di un interesse particolare per questa manifestazione, destinata a valorizzare il potenziale dell'artigianato locale e a promuovere la città di Tiznit, un'importante delegazione ufficiale è venuta a dare il via a questo festival.
La cerimonia di apertura è stata impreziosita dalla presenza del ministro dell'Artigianato, del governatore della provincia di Tiznit e di deputati e funzionari locali.
«Ovunque tu vada a Tiznit o altrove, non troverai orologi simili fatti secondo la tradizione locale», dirà Ahmed, un espositore. «Cerchi orologi? Qui troverai a meno che altrove. Tutto il resto proviene dalla Malesia o dall'Italia».
Situata in Place Méchouar nel cuore dell'antica Medina, questa esposizione d'argento a cielo aperto copre una superficie di quasi 5000 m2 e raggruppa otto laboratori di 20 maestri (maâllem), che mostrano i vari mestieri dell'oreficeria d'argento (incisione, cesellatura, filigrana, smalto cloisonné, fusione, ecc.).
Posto sotto il segno «L'oreficeria argentata e gioielleria d'argento: identità, creatività e sviluppo», il Festival Timizart mira, secondo i suoi promotori, a valorizzare l'artigianato locale, in particolare i gioielli in argento, e a contribuire alla promozione del turismo culturale a Tiznit, una città che conta non meno di 150 negozi e laboratori di fabbricazione e punti vendita di gioielli in argento.
«Ma perbacco, non mi sono fatta mille chilometri andata e ritorno solo per dover comprare, nel mio stesso paese, roba malese o italiana!», si indigna quest'altra cliente.
Per quanto dura possa essere, questa reazione non pesa nulla di fronte a un articolo pubblicato, una settimana fa, sul sito «Adrar.com», dove un atto d'accusa al vetriolo è rivolto ai responsabili affinché tengano conto di un patrimonio in via di estinzione.
A Tiznit, molti artigiani del posto hanno di che lamentarsi a causa della dilapidazione che subiscono intere parti di una memoria sottoposta alla fusione, tanto che un'associazione, detta «Imi Ougni d'Anezi» (provincia di Tiznit), propone una serie di suggerimenti. Desiderosa di mantenere viva l'eredità materiale e simbolica di una tradizione in via di estinzione, la stessa associazione propone azioni mirate rivolte ai villaggi di produzione e confezione dell'argento, un adeguato inquadramento degli artigiani nonché la promozione della formazione.
Anche solo per il suo titolo «Timizart», essendo il plurale di Tamazirt in lingua amazigh, questo festival è anche portatore di diversità in una città che, molto presto, si è arrogata il soprannome di capitale dell'argento.
L'esposizione terminerà oggi. Si tratta di un'iniziativa dell'Associazione omonima, con la collaborazione della Camera dell'Artigianato, la municipalità e il consiglio provinciale di Tiznit, la Maison de l'Artisan, e il concorso di altri partner pubblici e privati.
Oltre alle esposizioni di prodotti di artigianato, il programma di questa edizione comprende serate musicali, sfilate di moda, spettacoli di fantasia e una cerimonia di matrimonio nella pura tradizione di Tiznit.
Tra gli artisti che animeranno questa edizione, vale la pena citare Said Mouskir, Fatima Tihihit, Said Sanhaji, Hatim Idar, Simon Says, Amine Mounder, Amanouz, Oudaden e i gruppi locali Azawan N'sous, Toudert e Imdiazen
Notizia 28 Aug 2012 3 min di lettura
Festival Timizart: Tiznit festeggia i suoi orafi

