Il ministro della giustizia, Mohamed Naciri ha lanciato, lunedì a Taroudant, una campagna nazionale di sensibilizzazione alla regolarizzazione dei matrimoni consuetudinari, dopo il prolungamento fino a febbraio 2014 della data limite fissata dal Codice della famiglia.
La campagna fa seguito all'emendamento dell'articolo 16 della Moudawana che stipula che l'atto di matrimonio è la sola prova legale dell'unione coniugale e che ogni azione in riconoscimento di matrimonio è ricevibile durante un periodo transitorio di cinque anni, a contare dalla data di entrata in vigore del codice della famiglia nel 2004.
Alla fine della prima fase nel 2009, il numero di sentenze rese è passato certamente da 6.918 nel 2004 a 18.751 un anno dopo prima di raggiungere 23.390 nel 2008. Nondimeno, circa 9.000 dossier registrati presso i tribunali ma non ancora regolarizzati, erano ancora in sospeso, ai quali si aggiungono un gran numero di altri casi attraverso il Regno ma anche per dei marocchini residenti all'estero.
Di fronte a questa situazione, un progetto di legge è stato adottato per prorogare questo termine di cinque anni supplementari.
Inoltre, il ministro ha lanciato un appello per cogliere questa opportunità, assicurando che il suo dipartimento ha mobilitato tutti i mezzi umani, materiali e logistici per «arginare questo fenomeno prima della nuova fase transitoria il 5 febbraio 2014, in armonia con l'evoluzione modernista che conosce il Marocco e che necessita di strutture sociali stabili e solidali».
Le procedure e i passi sono stati semplificati e le misure sono state prese per avvicinare la giustizia ai giustiziabili, segnatamente nelle regioni remote e difficili d'accesso, ha assicurato il ministro.
Ad Aït Iaaza, uno degli 89 comuni della provincia di Taroudant, in maggioranza montagnosa e isolata, l'esempio è stato dato, al primo giorno di questa campagna, della «giustizia di prossimità» privilegiata per far fronte a questo fenomeno.
Dei magistrati si spostano nelle regioni lontane e prendono in carico tutte le procedure amministrative per permettere di ufficializzare le relazioni di matrimonio contratte per il tramite della Fatiha davanti alla Jmaâ. Il tribunale ammette tutti i mezzi di prova così come il ricorso all'expertise.
I membri della Comunità marocchina all'estero interessati da questa questione beneficiano, anch'essi, di facilitazioni per introdurre un'azione in riconoscimento di matrimonio, rivolgendosi ai consolati del Regno nei paesi della loro residenza.
Spiegando l'importanza di questa campagna di sensibilizzazione, il ministro ha ricordato che l'atto di matrimonio non permette unicamente di garantire l'autenticità del matrimonio ma anche e soprattutto l'affiliazione dei bambini e la protezione dei loro diritti, la preservazione dei diritti degli sposi in caso di spartizione dei beni, la pensione alimentare e ben altri diritti.
Naciri ha indicato che lo Stato è deciso ad agire per mettere un termine al matrimonio consuetudinario attraverso la sensibilizzazione e attraverso la promozione della giustizia di prossimità, aggiungendo che queste azioni fanno parte della riforma della giustizia che passa anche attraverso la semplificazione delle procedure e la formazione e il perfezionamento dei giudici specializzati nel Codice della famiglia.
Ha emesso la speranza che tutti i partner interessati, tra cui la società civile, gli avvocati, i media, aderiscano a questa campagna d'informazione e di sensibilizzazione per informare il pubblico sulle disposizioni dell'articolo 16 del Codice della famiglia.
Dopo Taroudant, altre tappe, segnatamente in zone rurali, sono previste nell'ambito di questa campagna di sensibilizzazione iniziata dal ministero della giustizia congiuntamente con il ministero dell'Interno e le associazioni della società civile.
Notizia 01 Feb 2011 3 min di lettura
Una campagna di sensibilizzazione

