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Cinema 06 Apr 2015 5 min di lettura

Tangeri mette all'onore il cinema sudafricano

Tangeri mette all'onore il cinema sudafricano

Promuovere la cultura cinematografica e stabilire una strategia di prossimità attraverso la creazione di scambi sulla tolleranza e le differenze culturali con l'altro.

La 2ª edizione del Cap Spartel Film Festival cinema Nord-Sud si è aperta, domenica sera a Tangeri, con la partecipazione di un parterre di cineasti e attori marocchini e stranieri.

La cerimonia di apertura di questo Festival, che si tiene dal 3 al 7 aprile, è stata segnata da un vibrante omaggio reso al grande regista marocchino, Jillali Ferhati e alla star della 7ª arte Sana Mouziane, in riconoscimento del loro contributo all'arricchimento della scena artistica marocchina e araba.

In questa occasione, sono stati proiettati due cortometraggi, uno mauritano «El Wadaa» e l'altro sudafricano «Security», oltre al lungometraggio di Jillali Ferhati «Chevaux de la fortune», attraverso il quale il regista firma uno dei primi film dedicati all'emigrazione.

«Chevaux de la fortune» racconta la storia di Mohamed che sogna di partire per la Francia per assistere a una corsa con scommesse sui cavalli. Attorno a Mohamed, ci sono Ali, il venditore di lotteria cieco, Fatima, che vuole raggiungere sua madre a Gibilterra, ed Elisabeth, una francese che abita a Tangeri e si è innamorata di Mohamed.

Dopo un primo tentativo di traversata che si conclude con un fallimento, viene derubato dei suoi magri risparmi da dei teppisti. Finalmente, gli viene concesso un visto che gli permette di partire per la Francia, ma sul porto, al momento di imbarcarsi, la paura di essere scoperto dalla polizia lo invade. Avrà il coraggio di vivere il suo sogno?

Intervenendo in questa occasione, il direttore del festival, Azzedine El Ouafi, ha assicurato che questa edizione si vuole uno spazio idoneo per la risonanza della cultura cinematografica e si caratterizza per l'apertura verso nuovi paesi del bacino del Mediterraneo, d'Europa e d'Africa, tra cui Spagna, Grecia, Norvegia, Canada, Brasile e Svizzera, oltre ad alcuni paesi arabi, tra cui Iraq e Mauritania.

Questo festival ambisce anche a popolarizzare il cinema come strumento pedagogico ed educativo all'interno degli istituti scolastici, e questo attraverso la proiezione di film aventi relazione con il cinema e la città, ha precisato.

Da parte sua, il sindaco di Nouadhibou, Mohamed Ould Maatallah, ha salutato questa iniziativa che si vuole una piattaforma dedicata agli attori e cineasti del bacino del Mediterraneo per scambiare le loro esperienze nel campo del cinema e mettere in luce le culture di questi paesi riflesse dalla 7ª arte.

Questa manifestazione culturale, organizzata sotto il tema «Il cinema e la città», sarà segnata dalla consegna dei premi per il miglior film di apertura e di chiusura.

Sette cortometraggi marocchini e stranieri sono stati proiettati, venerdì scorso, in preludio all'apertura ufficiale del festival.

Si tratta dei film «Anna bello sguardo» di Vito Palmieri (Italia), «Une histoire canadienne» di Sameh Byhoum (Canada), «Curvy, une histoire en friche» di Catherine Ricoul (Francia), «Le vase» di Fayssal Hlimi, «Ne m'oublie pas Tanger» di Hamza Dakkoun e Issam Bouich, «Tanger» di Youssef Ouahabi e «Moi» di Mouad Boutegmelt (Marocco), che concorrono per il miglior film di apertura.

La giuria dei film di apertura, presieduta da Farid Mtalai, è composta dai poeti Mohamed Ahmed Benniss e Widad Benmoussa, oltre che dal regista Ahmed Said Kadiri, mentre quella dei film di chiusura è formata da Suzy Gillett, Jacopo de Bertoldi, Sana Mouziane e Ahmed Sijilmassi.

Questa edizione, che mette all'onore il cinema sudafricano, è stata anche segnata da omaggi postumi a figure emblematiche che hanno segnato le scene culturale e artistica marocchina, ovvero Mohamed Choukri e Ahmed Bouanani.

Nel menu di questo Festival, figurano anche due laboratori di formazione, di cui uno verte sulla «fotografia», animato dal fotografo Mustapha Meskine, mentre il secondo verte sulle «tecniche della realizzazione di un cortometraggio», inquadrato dalla regista britannica, Suzzy Gillett, e dal regista italiano, Jacopo di Bertoldi.

A ciò si aggiungono l'organizzazione di un'uscita per la scoperta dei luoghi delle riprese dei film proiettati durante il festival, in coordinamento con gli studenti della Scuola nazionale di architettura di Tétouan (ENAT), l'esposizione delle foto dei vincitori del concorso di Cap Spartel fotografia intitolato «Tangeri: volti di una città», e la consegna dei premi ai vincitori del suddetto concorso.

Questo evento è scandito anche dall'organizzazione di tre tavole rotonde su «Il cinema e l'architettura: legami e prospettive», in coordinamento con il Centro Cervantes, «Il cinema e la città» e «L'immagine della città nel cinema», tenute in collaborazione con il Centro francese a Tangeri, che saranno animate da cineasti e architetti e segnate dalla presentazione di esperienze nelle riprese della città da parte di registi marocchini, ovvero Jillali Ferhati e Noureddine Lkhmari.

Il Cap Spartel Film Festival cinema Nord-Sud, organizzato dall'Osservatorio marocchino dell'immagine e dei media (OMIM), in collaborazione con gli istituti culturali, l'Istituto Francese, l'Università Abdelmalek Saadi, il Centro Cervantes e la Scuola nazionale di commercio e di gestione (ENCG), si pone come obiettivo quello di forgiare le relazioni culturali e cinematografiche tra le sponde Sud e Nord del Mediterraneo.

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