Una conferenza-dibattito con Georges Verney-Carron, Bernard Collet e Mohamed Rachidi all'Istituto francese di Tangeri presenterà l'artista Daniel Buren, noto per il suo lavoro sulle strisce verticali bianche e colorate.
In questo momento, Daniel Buren è presente con una gigantesca installazione, «Excentrique (s) pour Monumenta 2012», al Grand Palais a Parigi. Dopo Anselm Kiefer, Richard Serra, Christian Boltanski e Anish Kapoor, Daniel Buren si è impadronito della navata per giocare sui colori e la luce, di giorno come di notte. Allo stesso modo, si installa per la prima volta e in maniera eccezionale in Marocco.
Quattro delle sue opere sono esposte alla galleria Delacroix, a Tangeri. Si riconosce immediatamente l'identità pittorica dell'artista. «Lo strumento visivo» costituito da strisce alternate di 8,7 cm di larghezza declinate qui su un materiale di alta tecnologia tessuto con fibre ottiche che si illuminano quando la luce le percorre. Georges Verney-Carron, gallerista e amico di lunga data di Daniel Buren, spiega l'originalità del lavoro artistico di quest'ultimo, appoggiandosi sulla proiezione di interviste con Daniel Buren. «Il lavoro di Daniel Buren è essenzialmente in situ, cioè impiantato nel paesaggio urbano.
Le sue costruzioni urbane, per vocazione, non si spostano, dichiara». «Abbiamo qui la fortuna di dare a vedere le rare testimonianze del lavoro dell'artista che possono viaggiare.
Buren ha seguito personalmente la fabbricazione di queste quattro opere e ci permette oggi di presentarle». Bernard Collet, commissario della mostra e Mohamed Rachidi, critico d'arte, dialogheranno con Daniel Buren per dare l'occasione al pubblico tangerino presente alla mostra di venerdì 15 giugno alla galleria Delacroix di scoprire un artista tra i più rinomati della nostra epoca. Il direttore dell'Istituto francese di Tangeri Alexandre Pajon presenterà agli ospiti intellettuali e artisti presenti, durante la mostra, i conferenzieri venuti dalla Francia e dal Marocco durante la conferenza-dibattito nel corso della serata dello stesso giorno.
Percorso di un artista atipico
Daniel Buren è nato nel 1938. Vive e lavora a Parigi. È oggi uno dei pittori francesi contemporanei più riconosciuti nel mondo.
Con i pittori Olivier Mosset, Michel Parmentier e Niele Toroni, crea nel 1966 il gruppo BMTP che sarà esposto dalla Biennale di Parigi. Legati da una pratica comune della ripetizione sistematica di uno stesso motivo e la volontà di opporsi radicalmente alla scena artistica dell'epoca dominata dalla Scuola di Parigi, si separano nel dicembre 1967.
Gli anni '80 segnano l'epoca delle prime commissioni pubbliche. La più celebre: «Les deux plateaux (1985-1986) è commissionata dallo Stato francese per la Corte d'onore del Palazzo reale a Parigi. La polemica nazionale generata dalle «colonne» e l'ottenimento del Leone d'oro alla Biennale di Venezia nel 1986 consacrano la sua notorietà.
Continua da allora a lavorare su dispositivi architettonici sempre più complessi, moltiplicando i giochi sui materiali e sui colori e interessandosi sempre più ai legami tra l'architettura e l'arte. Daniel Buren realizza nel mondo intero centinaia di opere «in situ» che sottolineano, contrariano o valorizzano le caratteristiche dei luoghi che lo accolgono.

