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Sidi Ifni (in arabo: سيدي إفني) è una città marocchina della regione di Souss-Massa-Draâ, situata sulle rive...

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Notizia 30 Jun 2013 4 min di lettura

Omaggio nazionale ai resistenti

Il recupero di Sidi Ifni, un episodio faro nel processo di completamento dell'integrità territoriale del Regno
Omaggio nazionale ai resistenti

Il popolo marocchino si associa alla famiglia della resistenza e dell'Esercito di liberazione per celebrare il 43° anniversario del recupero di Sidi Ifni, un evento glorioso avendo marcato il processo di completamento dell'integrità territoriale del Regno. Questo giorno memorabile, che ha visto i colori nazionali issati il 30 giugno 1969 nel cielo di Sidi Ifni, è commemorato ogni anno nella gioia e l'orgoglio dall'insieme dei Marocchini, che tengono, per là stesso, a rendere un vibrante omaggio ai valorosi patrioti, uomini e donne, che hanno consentito enormi sacrifici al servizio della causa nazionale, con alla loro testa il liberatore della nazione, il defunto S.M. Mohammed V, e il suo compagno di lotta, il defunto S.M. Hassan II, che Dio abbia la loro anima nella Sua santa misericordia. Nello stesso slancio patriottico che animava le diverse regioni del Marocco aspirando a liberarsi dal giogo colonialista, le tribù d'Aït Baâmrane hanno fatto mostra di perseveranza, coraggio ed eroismo per mettere in scacco i piani delle autorità coloniali spagnole, che fomentavano nell'ombra un complotto mirando a riattaccare «definitivamente» la regione alla Spagna. Per la sua situazione strategica e le sue risorse, la città di Sidi Ifni era, d'altronde, fin dall'inizio dell'avventura colonialista, ambita dalla Spagna che l'ha occupata nel 1934 e l'ha dichiarata poi «capitale del governo d'Africa del Nord spagnola». Questa proclamazione ha offeso la dignità dei nazionalisti che sono stati pronti a sfidare il fatto compiuto colonialista. È così che le tribù della regione non hanno avuto di cessare di reclamare i loro diritti legittimi d'integrare il Marocco, madre-patria alla quale non hanno, d'altronde, mai cessato d'appartenere, nonostante i piani arbitrari concepiti dalle potenze coloniali per smembrare il Regno e tagliarlo in diverse zone d'occupazione, nel disegno d'impedire la sua risorgenza in quanto Nazione influente. Questa volontà della popolazione della regione fu materializzata dalle azioni eroiche degli uomini della resistenza che hanno costellato dei loro alti fatti questo periodo cruciale della storia del Marocco, a dispetto della modestia dei loro mezzi. La sollevazione, nel 1957, delle tribù d'Aït Baâmrane, sostenuti in ciò dal popolo marocchino e la famiglia della resistenza in particolare, sotto la condotta del Trono alauita, ha, in questo senso, suonato il glas delle ambizioni del colonizzatore. Doppiato di un'azione diplomatica al più alto livello, questo movimento popolare ha contribuito a riunire le condizioni atte a rendere ineluttabile il recupero di Sidi Ifni. In effetti, nel 1963, il defunto S.M. Hassan II aveva colto l'occasione di uno scalo a Madrid per ricordare al capo dello Stato spagnolo dell'epoca che il Marocco intendeva, in tutta legittimità, reintegrare Sidi Ifni sotto la sua sovranità. Intense negoziazioni impegnate sotto l'egida del comitato delle Nazioni unite per la decolonizzazione, il Regno è pervenuto a far valere il suo diritto naturale e legittimo al recupero di questa parte integrante del suo territorio. I colori nazionali furono issati il 30 giugno 1969 nel cielo di Sidi Ifni, alla grande gioia di tutto il popolo marocchino. Il processo di retrocessione delle parti spogliate del Regno ha, fin da allora fortemente impulsato, grazie alla campagna diplomatica condotta dal Marocco, che è pervenuto a issare la causa della sovranità nazionale al rango delle priorità nell'agenda internazionale, sventando così tutte le manovre mirando a portare attacco all'integrità del Marocco e alla sua unità territoriale. Il recupero di Sidi Ifni non era, così, che un punto di partenza sul cammino della lotta per il completamento dell'integrità territoriale, che è stato coronato, il 6 novembre 1975, dalla gloriosa Marcia verde, opera pacifica ed epopea memorabile che attesta della via giudiziosa scelta dal Regno per far valere i suoi diritti e della volontà incrollabile del popolo marocchino a non risparmiare nulla per far trionfare la causa nazionale. A questa felice occasione, l'Alto-commissariato agli antichi resistenti e antichi membri dell'Esercito di liberazione ha annunciato l'organizzazione, lunedì, in coordinamento con la prefettura della provincia di Sidi Ifni, alla piazza situata a lato dello spazio educativo e culturale dedicato alla Resistenza e all'Esercito di liberazione, un meeting durante il quale saranno rivisitati, interventi e testimonianze all'appoggio, gli insegnamenti profondi di questa epopea nazionale. Il programma di questa manifestazione prevede un omaggio ad antichi resistenti e antichi membri dell'Esercito di liberazione, in riconoscimento degli enormi servizi che hanno reso alla causa nazionale. Sarà anche proceduto alla rimessa delle allocuzioni finanziarie e sociali accordate alle famiglie degli antichi resistenti e antichi membri dell'esercito di liberazione. Due convenzioni di partenariato e di cooperazione saranno, anche, firmate dall'HCAR con, da una parte, il comune rurale di Sbouya, e, dall'altra, il Laboratorio di ricerca nelle società sahariane alla facoltà delle lettere e delle scienze umane dell'Università Ibn Zohr d'Agadir. Per altro, lo spazio educativo e culturale della resistenza e dell'esercito di liberazione di Tiznit sarà inaugurato e aiuti finanziari e sociali saranno allocati alle famiglie bisognose.

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